Cresta Berhault

cresta berhault

La cresta dal Colle delle Traversette al MonViso rappresenta un importante capitolo dell’eccezionale traversata delle Alpi realizzata in 167 giorni da Patrick Berhault che ha concatenato le più belle pareti alpine dalla Slovenia alle Marittime in ventidue grandiose ascensioni “storiche”. Già da tempo questo ambizioso itinerario è nei sogni degli alpinisti. Dal 27 giugno al 1° luglio 1968 Livio Patrile ed Hervè Tranchero, i fortissimi del momento, realizzano in 5 giorni, bivaccando quattro volte in parete, la loro grande performance. Percorrono la lunga Cresta Nord-Nord-Ovest del MonViso, poi dalla vetta del Viso raggiungono il Dado di Vallanta e completano infine la traversata scendendo lungo la Cresta Ovest del Dado. La lunga cronaca della traversata è scrupolosamente descritta nel libro “MONVISO Re di Pietra” da Ezio Nicoli che conclude con queste parole: “Salgono ancora al Gagliardone a dire che ce l’hanno fatta, che hanno rapito a qualche altro un sogno. Senza cattiveria”. Trent’anni dopo, l’impresa di Patrik Berhault polverizza un altro sogno. L’otto e nove gennaio 2001 è autore in due giorni di una straordinaria impresa: da solo e in pieno inverno percorre integralmente la cresta dal Colle delle Traversette alla vetta del Viso. Con questa fantastica avventura Berhault firma la prima solitaria invernale. Il 16 agosto 1990 Riki Maero, giovane alpinista di Piasco, realizzava un altro bellissimo exploit: la prima solitaria della lunghissima cresta in solo 8 ore dal Colle delle Traversette alla vetta del Viso. “L’uomo è felice – come dice Nietzsche – non quando è sazio, ma quando è capace di vittoria”.

 

Avvicinamento: dal rifugio Giacoletti raggiungere il Sentiero del Postino e il Colle delle Traversette, oppure partire direttamente da Pian del Re o dal rifugio Viso.

Autori: Livio Patrile ed Hervè Tranchero, dal 28 al 30 giugno 1968 con un bivacco sulla cresta Nord della Gastaldi e un secondo bivacco al Colle delle Cadreghe di Viso.

Caratteristiche: oltre a considerare lo sviluppo himalayano, è bene conoscere le vie di fuga dalla cresta, i rifugi d’appoggio e la discesa lungo la normale del Viso. Il solo tratto di cresta dal Colle delle Traversette alla vetta del Viso supera i 6 chilometri di sviluppo con un dislivello complessivo di 2000 metri in salita e 1100 metri in discesa.

Difficoltà: terreno di alta montagna impegnativo e costantemente al di sopra dei 3000 metri di quota, su roccia, neve e ghiaccio.

Tempo di salita: exploit a parte…., nell’estate 2009 David Preiss, guida alpina di Molines en Queyras, ha percorso integralmente la cresta con il diciassettenne compagno di cordata Maxime Menuet in soli due giorni, inclusi avvicinamento e rientro (partendo dal Belvédère du Visó); dal Passo Due Dita sono scesi al rifugio Vallanta per la notte e all’alba hanno ripreso la traversata da dove l’avevano interrotta. Per suddividere l’itinerario in più tappe è possibile pernottare nei rifugi Giacoletti e Vallanta e di qui riprendere la cresta dal punto raggiunto.

Attrezzatura: materiale alpinistico, piccozza, ramponi, chiodi da ghiaccio, materiale da bivacco, casco, frontale, fettucce per attrezzare le soste di calata, etc.

– Dal Colle delle Traversette al Passo Giacoletti sono stati posizionati numerosi Fix da 10 mm con piastrine omologate; gli ancoraggi delle calate in doppia sono costituiti da due piastrine con anello (agosto 2008).

– Il tratto di cresta dal Passo Giacoletti alla vetta del Viso è completamente sprovvisto sia di Fix che di soste per le doppie; si possono trovare alcuni chiodi normali, cordoni e fettucce lasciati dai precedenti salitori.

Progressione: oltre all’allenamento e all’abitudine a muoversi su questi terreni è fondamentale un’ottima pratica nella progressione “a corda tesa” e un buon affiatamento della cordata sia su roccia che su ghiaccio.

Discesa: dalla vetta del Viso (3841 m) scendere il versante sud lungo la via normale, segni gialli e qualche chiodo, fino al bivacco Andreotti (3225 m). Continuare nel Vallone delle Forciolline verso il bivacco Boarelli (2850 m) e dal Passo delle Sagnette (2991 m) raggiungere il rifugio Sella (2640 m), 3-4 ore.

Descrizione: dal Colle delle Traversette (2950 m) seguire la traccia della via normale, segnalata in giallo, e raggiungere la croce sulla punta principale delle Rocce Fourioun (3153 m). Continuare lungo la cresta sommitale e superare il primo rilievo; poco prima del secondo, scendere a destra sul versante francese, utilizzando un sistema di cenge e canalini, per evitare una doppia di 30 metri lungo lo spigolo sud. Salire la punta successiva per pietraie e facili saltini e scendere sulle cenge del versante italiano. Riprendere la cresta che diventa quasi pianeggiante e percorrerla per un lungo tratto camminando sui compatti lastroni esposti ad occidente. Salire alla base dell’Aiguille Bleue (3126 m) che si raggiunge superando un camino verticale, affacciato sul vallone delle Traversette, alto una decina di metri (Fix). Il toponimo Aiguille Bleue prende probabilmente il nome dal colore blu delle rocce che ne formano la vetta; non compare nella cartografia italiana ma solo in quella francese. Dall’Aiguille Bleue seguire un primo tratto di cresta, quando diventa più ripida, piegare leggermente a destra sul versante francese (ometti, tacche di vernice gialla e Fix) e raggiungere il Colle del Coulour Bianco.

Dal colle è possibile scendere al Lago Porcieroles sul lato francese e risalire al Colle del Coulour del Porco per poi rientrare al rifugio Giacoletti, 1 ora e 15’ oppure scendere direttamente al rifugio Viso, 1 ora e 15’.

Dal Colle del Coulour Bianco (2986 m) seguire il filo frastagliato della cresta fino ad una sosta di calata posta sulla cima di un gendarme. Scendere in doppia all’intaglio (20 m) e superare il torrione successivo con una lunghezza di corda (30 m, 3c). Continuare lungo la cresta per raggiungere la croce della Punta Venezia (3095 m). Raggiungere il piccolo bivacco e seguendo i segnavia gialli della via normale portarsi al Colle del Coulour del Porco (2920 m).

Dal colle, lungo il percorso della Ferrata, si raggiunge il rifugio Giacoletti in una mezz’ora circa.

Salire lungo le tracce della via normale (ometti) alla Punta Udine (3022 m). Dalla Punta Udine seguire per una quarantina di metri la cresta in leggera discesa e, dietro uno spuntone, individuare la sosta della prima calata in corda doppia, 30 m. Continuare la discesa con una seconda calata da 30 metri e raggiungere la Breccia degli Angeli alla base del muro rosso.

Dall’intaglio è possibile scendere il canale verso il Lago Porcieroles sul versante francese e risalire al Colle del Coulour del Porco per poi rientrare al rifugio Giacoletti, 1 ora.

Dalla breccia, continuare lungo la cresta formata da torrioni, gendarmi e spuntoni mantenendo il filo frastagliato che fa da confine a pareti di oltre 300 metri. Si alterna alla progressione in conserva anche qualche tiro di 25/30 metri e alcune calate di 30 metri al massimo. Raggiunta l’ampia sella detritica alla base del versante Nord-Nord-Ovest della Punta Roma, continuare piegando prima verso sinistra poi verso destra per raggiungere la Madonnina della vetta.

Dalla vetta è possibile scendere lungo la via normale (segnavia rossi) per raggiungere il rifugio Giacoletti, un’ora e 30’ oppure Pian del Re.

Dalla Punta Roma (3070 m) seguire la cresta spartiacque sui gradoni compatti fino al punto in cui questa precipita verticalmente. Portarsi sul vertice del torrione e scendere in doppia (30 m). Continuare lungo la cresta e raggiungere il Passo del Colonnello (2995 m, targhetta e vecchio chiodo con anello cementato).

Dal passo è possibile rientrare al rifugio Giacoletti in un’ora e 20’. Il sentierino è segnalato con tacche di vernice fino all’incrocio del sentiero principale.

Continuare lungo il profilo della cresta e raggiungere il Passo Giacoletti (2990 m, targa in bronzo).

Dal passo è possibile rientrare al rifugio Giacoletti in un’ora e 30’. Il sentiero è completamente segnalato e, nei tratti più ripidi, attrezzato con Fix e corde fisse.

Dal Passo Giacoletti si segue il sentiero sulla cengia trasversale che incide il versante della Valle del Guil fino ad un breve canale del quale si raggiunge la sommità (3020 m). Lasciare il sentiero che scende all’attacco della normale di Punta Gastaldi e al Passo di Vallanta e risalire la pietraia verso la cresta. N.B. L’itinerario per la Punta Gastaldi e tutto il tratto della Cresta Berhault fino in vetta al MonViso è completamente sprovvisto di Fix e soste per le doppie; si possono trovare solo chiodi normali, cordoni e fettucce lasciati dai precedenti salitori. Continuare sul filo della cresta Nord e raggiungere la croce della Punta Gastaldi (3214 m).

Dalla Punta Gastaldi è possibile rientrare al rifugio Giacoletti in circa 3 ore; la via normale è segnalata con tacche di vernice e attrezzata con alcuni chiodi nei tratti più impegnativi, all’incrocio si risale al Passo Giacoletti e di qui al rifugio. Si raggiunge anche il rifugio Vallanta in 2 ore circa scendendo al Passo di Vallanta.

Dalla Punta Gastaldi raggiungere la Punta Due Dita (3147 m) poi il Passo Due Dita (3010 m).

Dal Passo due Dita, si può scendere al rifugio Vallanta in un’ora e 30’ oppure a Pian del Re in Val Po, lungo il canale Due Dita, 2 ore.

Dal Passo due Dita seguire la cresta Nord-Ovest e arrivare sulla vetta principale del Visolotto, il Picco Lanino (3348 m). Continuare la traversata e, superato il Picco Coolidge (3340 m), giungere sul Picco Montaldo (3344 m). Scendere con alcune doppie lungo la Cresta Sud-Est, al Colle Nord delle Cadreghe di Viso (3131 m) e raggiungere a breve distanza il Colle Sud delle Cadreghe di Viso (3130 m).

Dal Colle delle Cadreghe di Viso si può scendere al rifugio Vallanta in un’ora e 30’.

Dal Colle delle Cadreghe di Viso, seguendo l’itinerario della Cresta Nord-Nord-Ovest, raggiungere la vetta del Viso (3841 m).

Vie di Fuga:

– Dal Colle del Coulour Bianco si scende al Lago Porcieroles sul lato francese e si risale al Colle del Coulour del Porco per rientrare al rifugio Giacoletti in 1 ora e 15’ oppure si scende direttamente al rifugio Viso nello stesso tempo.

– A pochi metri dalla vetta di Punta Venezia è agibile il piccolo bivacco “Amici del CAI Cavour” che può ospitare 2 persone a dormire.

– Dal Colle del Coulour del Porco, lungo la via Ferrata, si raggiunge il rifugio Giacoletti in mezz’ora circa.

– Dalla Breccia degli Angeli si scende il canale verso il Lago Porcieroles sul versante francese e si risale al Colle del Coulour del Porco per poi rientrare al rifugio Giacoletti, 1 ora.

– Da Punta Roma si scende lungo la via normale (segnavia rossi) per raggiungere il rifugio Giacoletti, 1 ora e 30’ oppure Pian del Re.

– Dal Passo del Colonnello si raggiunge il rifugio Giacoletti in un’ora e venti. Il sentierino è segnalato con tacche di vernice fino all’incrocio del sentiero principale.

– Dal Passo Giacoletti si rientra al rifugio Giacoletti in un’ora e trenta. Il sentiero è completamente segnalato e, nei tratti più ripidi, attrezzato con Fix e corde fisse.

– Dalla Punta Gastaldi si rientra al rifugio Giacoletti in circa 3 ore; la via normale della Gastaldi è segnalata con tacche di vernice e attrezzata con alcuni chiodi nei tratti più impegnativi, all’incrocio si risale al Passo Giacoletti e di qui al rifugio.

– Dalla Punta Gastaldi si raggiunge il rifugio Vallanta in 2 ore.

– Dal Passo due Dita si scende al rifugio Vallanta in un’ora e 30’ oppure a Pian del Re, lungo il canale Due Dita, 2 ore.

– Dal Colle delle Cadreghe di Viso si scende al rifugio Vallanta in un’ora e 30’

– E’ sconsigliata la discesa in corda doppia sugli opposti versanti della cresta per la complessa morfologia e la considerevole altezza delle pareti.

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