Dal rifugio Barant al rifugio Granero per il rifugio Jervis e la Conca del Prà

Dislivello in salita: 650 m.
Dislivello in discesa: 650 m.
Tempo di percorrenza: 4-5 ore.

Dalla cresta spartiacque tra il Vallone dei Carbonieri e la Val Pellice si attraversa in tutta la sua estensione la bellissima Conca del Prà abitata in estate da pastori e allevatori nelle tipiche tipologie dei villaggi di montagna.

Dal rifugio Barant (2373 m) si scende la strada militare che conduce alla Conca del Prà oltrepassando alcune casematte e il giardino botanico. Raggiunto il greto del Torrente Pellice lo si attraversa e si risale brevemente in direzione del rifugio Jervis (1732 m). Si percorre la pianeggiante carrareccia sul fondo dell’allungata Conca del Prà in tutta la sua lunghezza (circa 3 km) mantenendosi sulla sinistra idrografica del Torrente Pellice che per un fatto curioso, in piena estate scompare per un lungo tratto, riapparendo poi al termine della conca. Passati tra le tipiche costruzioni di Partia d’Amunt (1750 m), si sale il sentiero raggiungendo il Pian Sineive (2060 m) dove è stata collocata la stele commemorativa eretta dal C.A.I. nel 1958 per ricordare la sciagura aerea del 21 luglio 1957, in cui perirono 9 militari appartenenti alla marina U.S.A. A sinistra si scorgono l’Agugliassa, il Manzol, il Granero, a desta l’erta bastionata rocciosa che va dal Barsaglias alla Punta del Pissetas. Attraversato tutto il pianoro, si passa il Torrente Pellice e si segue il viottolo che si inerpica sul filo di una ripida costa erbosa, la “Schiena d’Asino”. Con salita zigzagante si guadagna rapidamente quota, giungendo in vista del Lago Lungo; a questo punto si aggira a sinistra un cucuzzolo arrivando al rifugio Granero (2377 m), visibile solo all’ultimo momento.