Dal rifugio Vallanta al rifugio Alpetto per le Grange Gheit, il Passo di San Chiaffredo e il Passo Gallarino

Dislivello in salita: 900 m.
Dislivello complessivo in discesa: 1050 m (550 m + 500 m).
Tempo di percorrenza: 5 ore.

Si attraversano ambienti molto belli e vari: dalle monolitiche placconate della Punta Caprera e i pini cembri del Bosco dell’Allevè si passa ai laghi dell’alto Vallone delle Giargiatte, per arrivare ai piedi della gigantesca parete orientale del Monviso.

Dal rifugio Vallanta si segue il sentiero che si abbassa gradualmente su Pian Para (2350 m). Si continua sulla destra orografica del torrente, che si attraversa in prossimità del Gias d’Ajaut (fontana della salute, 2036 m). Si rimane per breve tratto sulla sinistra orografica del torrente, e dopo la Grangia del Rio lo si riattraversa. Poco dopo si incontra il bivio (1900 m circa) per il Passo di San Chiaffredo, abbandonata la mulattiera per Castello si scende a sinistra per attraversare il torrente su una passerella. Si passa accanto alle diroccate Grange Gheit (1912 m) e si prosegue sul sentiero che sale con alcune svolte, lasciando a destra una diramazione per il Bosco dell’Allevè e il rifugio Bagnour (un’ora circa). Dopo un tratto in salita, la mulattiera taglia a mezza costa fra i pini, fino al bellissimo Pian Meyer (2126 m), un prato punteggiato di pini dove il rio divaga formando suggestivi meandri. La mulattiera risale il Vallone delle Giargiatte, passando per l’ampia conca del Gias Fons (2365 m) che si apre tra la Rocca Jarea e le Rocce Meano. Innalzandosi con vari tornanti si raggiunge la stretta rocciosa che immette nella conca superiore. Proseguendo sul sentiero che passa a breve distanza dal Bivacco Bertoglio, si superano tre specchi d’acqua, il Lago Bertin (2701 m), un laghetto senza nome e il Lago Lungo (2743 m) e si raggiunge l’ampia depressione del Passo di San Chiaffredo (2764 m) sullo spartiacque tra la Valle Varaita e Po. La mulattiera taglia quasi in piano le pendici meridionali di Punta Trento e giunge in breve al Passo Gallarino (2727 m).
Qui si gira a sinistra e si inizia la discesa.
Arrivati in breve ad un bivio si può scegliere tra i due percorsi che conducono al rifugio Alpetto:
quello di sinistra, tagliando a mezza costa le pendici orientali di Punta Trento e Punta Michelis, attraversa la selvaggia conca che ospita i laghi delle Sagnette (2567 m) e arriva in vista del Lago Grande di Viso, sovrastato dalla gigantesca parete orientale del Monviso. Lasciato il lago a sinistra, il sentiero scende a destra verso Oncino e raggiunge il rifugio Alpetto (2268 m) nei pressi dell’omonimo lago; quello di destra scende in un ampio vallone di pascoli e antiche morene. A quota 2360 m circa il sentiero passa nei pressi di una copiosa sorgente, indicata su alcune carte della seconda metà del XVII sec. come la sorgente del fiume Po. Il sentiero percorre quindi un bel pianoro erboso e attraversa in direzione del lago Alpetto, raggiungendo il bivacco, costruzione storica del 1866 e primo rifugio del Club Alpino Italiano, e il rifugio Alpetto (2268 m), visibile solo all’ultimo istante.