Dislivello in salita: 800 m.
Dislivello in discesa: 550 m.
Tempo di percorrenza: ore 4-4,30
Si attraversano ambienti molto belli e vari: dai pini cembri del Bosco dell'Allevè
si passa alle pietraie e ai laghetti dell'alto Vallone delle Giargiatte, poi
si arriva ai piedi della gigantesca parete orientale del Monviso.
Dal rifugio (2017 m) seguire a ritroso l’itinerario di salita fino al
bivio (1950 m) per Pian Meyer, percorrere la mulattiera che, tagliando a mezza
costa fra i pini, raggiunge Pian Meyer (2126 m), bellissimo prato punteggiato
di pini dove il rio divaga formando suggestivi meandri. La mulattiera risale
il Vallone delle Giargiatte, passando per l'ampia conca del Gias Fons (2365
m) che si apre tra la Rocca Jarea e le Rocce Meano. Innalzandosi con vari tornanti
si raggiunge la conca superiore. Proseguendo sul sentiero che passa a breve
distanza dal Bivacco Bertoglio, si superano tre specchi d'acqua, il Lago Bertin
(2701 m), un laghetto senza nome e il Lago Lungo (2743 m) e si raggiunge l'ampia
depressione del Passo di San Chiaffredo (2764 m) sullo spartiacque tra la Valle
Varaita e Po. La mulattiera taglia quasi in piano le pendici meridionali di
Punta Trento e giunge in breve al Passo Gallarino (2727 m). Qui si gira a sinistra
e si inizia la discesa. Arrivati in breve ad un bivio si può scegliere
tra i due percorsi che conducono al rifugio Alpetto:
quello di sinistra, tagliando a mezza costa le pendici orientali di Punta Trento
e Punta Michelis, attraversa la selvaggia conca che ospita i laghi delle Sagnette
(2567 m) e arriva in vista del Lago Grande di Viso, sovrastato dalla gigantesca
parete orientale del Monviso. Lasciato il lago a sinistra, il sentiero scende
a destra verso Oncino e raggiunge il rifugio Alpetto (2268 m) nei pressi dell’omonimo
lago;
quello di destra scende in un ampio vallone di pascoli e antiche morene. A quota
2360 m circa il sentiero passa nei pressi di una copiosa sorgente, indicata
su alcune carte della seconda metà del XVII sec. come la sorgente del
fiume Po. Il sentiero percorre quindi un bel pianoro erboso e attraversa in
direzione del lago Alpetto, raggiungendo il bivacco, costruzione storica del
1866 e primo rifugio del Club Alpino Italiano, e il rifugio Alpetto (2268 m),
visibile solo all’ultimo istante.