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Dal rifugio Alpetto al rifugio Giacoletti, per il Ghincia Pastour e il Lago Chiaretto

Dislivello complessivo in salita: 1100 m (120 m + 160 m + 270 m + 550 m).
Dislivello in discesa: 620 m (180 m + 180 m + 260 m).
Tempo di percorrenza: ore 5.30.

Itinerario molto panoramico sull’alta valle Po e sull’incombente parete N-E del Monviso. Confermato anche dall’etimologia del toponimo occitano Ghincia Pastour, cioè vedetta del pastore. Da non perdere la suggestiva fioritura delle praterie di montagna.

Dal Rifugio Alpetto (2268 m) si scende ad attraversare il rio e poco dopo si giunge ad un bivio. Lasciato a destra il sentiero che scende ad Oncino, si risale in direzione del grande costone pianeggiante di Pian Radice fino a quota 2360 m circa. Il sentiero continua in leggera discesa attraversando il vallone di Prà Fiorito e il Rio Pissai a quota 2200 m circa e poco oltre incrocia il sentiero delle Balze di Cesare. Lasciata a destra la deviazione che scende a Crissolo e a sinistra quella che sale al rifugio Sella, si continua in leggera salita passando accanto ad una croce e si supera il costone del Viso Mozzo poco sotto la vetta del monte Fourchoun a quota 2360 m circa.
Il sentiero ora scende in direzione dell’invaso artificiale costruito per l’innevamento del comprensorio sciistico di Crissolo fino a quota 2180 m circa. Poco prima di raggiungere il laghetto, il sentiero svolta a sinistra e sale nel vallone di pascoli e pietraie raggiungendo un crestone erboso poco sotto la sommità del Ghincia Pastour a quota 2450 m circa. Suggestivo panorama su Monviso e satelliti.
Si scende ora sul pendio in gran parte erboso e, attraversata verso sinistra un’antica morena pressoché pianeggiante, si raggiunge la Balmetta (2189 m). Il sentiero, ora più marcato, sale al Lago Chiaretto (2261 m) e dopo aver costeggiato la sponda orientale del lago, incrocia a quota 2310 m circa la mulattiera che collega Pian del Re e il rifugio Sella nei pressi di alcuni roccioni con apposte lapidi e targhe ricordo. Lasciata a destra la mulattiera che scende al Lago Fiorenza e a sinistra quella che costeggia la sponda del Lago Chiaretto, s’imbocca il sentiero che sale alla Colletta dei Laghi (2389 m). Dopo una breve discesa, il sentiero sale diagonalmente, lasciando in basso a destra il Lago Lausetto, fino a incontrare a quota 2560 m circa, la deviazione per la Punta Roma e il Passo Giacoletti. Proseguendo a destra sul sentiero principale si risalgono le ripide pendici delle Rocce Alte e si percorre l’ampia conca fino al Colle Losas dove sorge il rifugio Giacoletti (2741 m). Spettacolare la visione del tramonto sulla parete settentrionale del Monviso.

Dal rifugio Alpetto al rifugio Giacoletti, per il Colle del Viso e il Lago Chiaretto

Dislivello complessivo in salita: 900 m (400 m + 500 m).
Dislivello in discesa: 400 m.
Tempo di percorrenza: ore 3.30-4.

Bella traversata ai piedi del Monviso e dei suoi satelliti settentrionali, fra laghi, morene e residui di neve, in ambiente aspro ma aperto a oriente verso la pianura piemontese e con una superba vista sulla parete nord del Monviso.

Dal rifugio Alpetto (2268 m) si segue a ritroso l’itinerario del giorno precedente fino al Lago Grande di Viso e in breve al Quintino Sella (2640 m) storico rifugio dedicato al fondatore del CAI. Si segue la mulattiera che, in lieve salita, conduce all’ampia depressione del Colle del Viso (2650 m) tra il Monviso e il Viso Mozzo.
Si procede fra grossi massi, costeggiando il Viso Mozzo, poi si scende con varie svolte sulle pendici nord occidentali della Rocca Trunè. Il sentiero taglia alla base la morena settentrionale del Monviso, poi scende con alcuni tornanti al Lago Chiaretto (2261 m), dal caratteristico colore azzurro lattiginoso. Tagliando a mezza costa i pendii che sovrastano il lago, si arriva ad un bivio a quota 2310 m circa. Si lascia a destra la mulattiera che scende al Pian del Re, e si prende a sinistra il sentiero che sale alla Colletta dei Laghi (2389 m). Dopo una breve discesa, il sentiero sale diagonalmente, lasciando in basso a destra il Lago Lausetto, fino a incontrare a quota 2560 m circa, la deviazione per la Punta Roma e il Passo Giacoletti. Proseguendo a destra sul sentiero principale si risalgono le ripide pendici delle Rocce Alte e si percorre l’ampia conca fino al Colle Losas dove sorge il rifugio Giacoletti (2741 m). Spettacolare la visione del tramonto sulla parete settentrionale del Monviso.

Dal rifugio Vallanta al rifugio Alpetto per le Grange Gheit, il Passo di San Chiaffredo e il Passo Gallarino

Dislivello in salita: 900 m.
Dislivello complessivo in discesa: 1050 m (550 m + 500 m).
Tempo di percorrenza: 5 ore.

Si attraversano ambienti molto belli e vari: dalle monolitiche placconate della Punta Caprera e i pini cembri del Bosco dell’Allevè si passa ai laghi dell’alto Vallone delle Giargiatte, per arrivare ai piedi della gigantesca parete orientale del Monviso.

Dal rifugio Vallanta si segue il sentiero che si abbassa gradualmente su Pian Para (2350 m). Si continua sulla destra orografica del torrente, che si attraversa in prossimità del Gias d’Ajaut (fontana della salute, 2036 m). Si rimane per breve tratto sulla sinistra orografica del torrente, e dopo la Grangia del Rio lo si riattraversa. Poco dopo si incontra il bivio (1900 m circa) per il Passo di San Chiaffredo, abbandonata la mulattiera per Castello si scende a sinistra per attraversare il torrente su una passerella. Si passa accanto alle diroccate Grange Gheit (1912 m) e si prosegue sul sentiero che sale con alcune svolte, lasciando a destra una diramazione per il Bosco dell’Allevè e il rifugio Bagnour (un’ora circa). Dopo un tratto in salita, la mulattiera taglia a mezza costa fra i pini, fino al bellissimo Pian Meyer (2126 m), un prato punteggiato di pini dove il rio divaga formando suggestivi meandri. La mulattiera risale il Vallone delle Giargiatte, passando per l’ampia conca del Gias Fons (2365 m) che si apre tra la Rocca Jarea e le Rocce Meano. Innalzandosi con vari tornanti si raggiunge la stretta rocciosa che immette nella conca superiore. Proseguendo sul sentiero che passa a breve distanza dal Bivacco Bertoglio, si superano tre specchi d’acqua, il Lago Bertin (2701 m), un laghetto senza nome e il Lago Lungo (2743 m) e si raggiunge l’ampia depressione del Passo di San Chiaffredo (2764 m) sullo spartiacque tra la Valle Varaita e Po. La mulattiera taglia quasi in piano le pendici meridionali di Punta Trento e giunge in breve al Passo Gallarino (2727 m).
Qui si gira a sinistra e si inizia la discesa.
Arrivati in breve ad un bivio si può scegliere tra i due percorsi che conducono al rifugio Alpetto:
quello di sinistra, tagliando a mezza costa le pendici orientali di Punta Trento e Punta Michelis, attraversa la selvaggia conca che ospita i laghi delle Sagnette (2567 m) e arriva in vista del Lago Grande di Viso, sovrastato dalla gigantesca parete orientale del Monviso. Lasciato il lago a sinistra, il sentiero scende a destra verso Oncino e raggiunge il rifugio Alpetto (2268 m) nei pressi dell’omonimo lago; quello di destra scende in un ampio vallone di pascoli e antiche morene. A quota 2360 m circa il sentiero passa nei pressi di una copiosa sorgente, indicata su alcune carte della seconda metà del XVII sec. come la sorgente del fiume Po. Il sentiero percorre quindi un bel pianoro erboso e attraversa in direzione del lago Alpetto, raggiungendo il bivacco, costruzione storica del 1866 e primo rifugio del Club Alpino Italiano, e il rifugio Alpetto (2268 m), visibile solo all’ultimo istante.

Giro del Monviso in 3 giorni

Due notti in rifugio

1) Da Castello di Pontechianale al rifugio Alpetto, per i Passi di S. Chiaffredo e Gallarino.
Dislivello in salita: 1200 m.
Dislivello in discesa: 500 m.
Tempo di percorrenza: ore 5,30-6

2) Dal rifugio Alpetto al rifugio Giacoletti, per il Ghincia Pastour e il Lago Chiaretto.
Dislivello complessivo in salita: 1100 m
(120 m + 160 m + 270 m + 550 m).
Dislivello complessivo in discesa: 620 m (180 m + 180 m + 260 m).
Tempo di percorrenza: ore 5.30

3) Dal rifugio Giacoletti a Castello di Pontechianale per il “Sentiero del Postino”, il rifugio Viso e il Passo di Vallanta.
Dislivello complessivo in salita: 800 m (450 m + 350 m)
+ 350 m per la Losetta.
Dislivello complessivo in discesa: 1950 m (250 m + 500 m + 1200 m)
+ 350 dalla Losetta.
Tempo di percorrenza: ore 8-9 + 2 ore per la Losetta.

Giro del Monviso in 4 giorni

Tre notti in rifugio

1) Da Castello di Pontechianale al rifugio Alpetto, per i Passi di S. Chiaffredo e Gallarino.
Dislivello in salita: 1200 m.
Dislivello in discesa: 500 m.
Tempo di percorrenza: ore 5,30-6

2) Dal rifugio Alpetto al rifugio Giacoletti, per il Ghincia Pastour e il Lago Chiaretto.
Dislivello complessivo in salita: 1100 m
(120 m + 160 m + 270 m + 550 m).
Dislivello complessivo in discesa: 620 m (180 m + 180 m + 260 m).
Tempo di percorrenza: ore 5.30

3) Dal rifugio Giacoletti al rifugio Viso, per il “Sentiero del Postino” e il Buco di Viso.
Dislivello in salita: 450 m.
Dislivello complessivo in discesa: 750 m (250 m + 500 m).
Tempo di percorrenza: ore 3,30-4

4) Dal rifugio Viso a Castello di Pontechianale per il Passo di Vallanta.
Dislivello in salita: 350 m + 350 m per la Losetta.
Dislivello in discesa: 1200 m + 350 dalla Losetta.
Tempo di percorrenza: ore 4,30-5 + 2 ore per la Losetta.

Oppure

1) Da Castello di Pontechianale al rifugio Bagnour, attraverso il Bosco dell’Allevè.
Dislivello in salita: 400 m.
Dislivello in discesa: nessuno.
Tempo di percorrenza: ore 1,30-2

2) Dal rifugio Bagnour al rifugio Giacoletti per i passi di San Chiaffredo e Gallarino, il Colle di Viso e il Lago Chiaretto.
Dislivello complessivo in salita: 1300 m (800 m + 500 m).
Dislivello complessivo in discesa: 550 m (150 m + 400 m).
Tempo di percorrenza: ore 6-6,30

3) Dal rifugio Giacoletti al rifugio Viso, per il “Sentiero del Postino” e il Buco di Viso.
Dislivello in salita: 450 m.
Dislivello complessivo in discesa: 750 m (250 m + 500 m).
Tempo di percorrenza: ore 3,30-4

4) Dal rifugio Viso a Castello di Pontechianale per il Passo di Vallanta.
Dislivello in salita: 350 m + 350 m per la Losetta.
Dislivello in discesa: 1200 m + 350 dalla Losetta.
Tempo di percorrenza: ore 4,30-5 + 2 ore per la Losetta.

Giro del Monviso in 5 giorni

Quattro notti in rifugio

1) Da Castello di Pontechianale al rifugio Bagnour, attraverso il Bosco dell’Allevè.
Dislivello in salita: 400 m.
Dislivello in discesa: nessuno.
Tempo di percorrenza: ore 1,30-2

2) Dal rifugio Bagnour al rifugio Quintino Sella, per i passi di San Chiaffredo e Gallarino.
Dislivello in salita: 800 m.
Dislivello in discesa: 150 m.
Tempo di percorrenza: ore 3,30-4

2 Bis) Dal rifugio Bagnour al rifugio Alpetto, per i passi di San Chiaffredo e Gallarino.
Dislivello in salita: 800 m.
Dislivello in discesa: 550 m.
Tempo di percorrenza: ore 4-4,30

3) Dal Quintino Sella al rifugio Giacoletti, per il Colle del Viso e il Lago Chiaretto.
Dislivello in salita: 500 m.
Dislivello in discesa: 400 m.
Tempo di percorrenza: ore 2-2,30

3 Bis) Dal rifugio Alpetto al rifugio Giacoletti, per il Ghincia Pastour e il Lago Chiaretto.
Dislivello complessivo in salita: 1100 m
(120 m + 160 m + 270 m + 550 m).
Dislivello complessivo in discesa: 620 m (180 m + 180 m + 260 m).
Tempo di percorrenza: ore 5.30

4) Dal rifugio Giacoletti al rifugio Viso, per il “Sentiero del Postino” e il Buco di Viso.
Dislivello in salita: 450 m.
Dislivello complessivo in discesa: 750 m (250 m + 500m).
Tempo di percorrenza: ore 3,30-4

5) Dal rifugio Viso a Castello di Pontechianale per il Passo di Vallanta.
Dislivello in salita: 350 m + 350 m per la Losetta.
Dislivello in discesa: 1200 m + 350 dalla Losetta.
Tempo di percorrenza: ore 4,30-5 + 2 ore per la Losetta

Giro del Monviso in 6 giorni

Cinque notti in rifugio

1) Da Castello di Pontechianale al rifugio Bagnour, attraverso il Bosco dell’Allevè.
Dislivello in salita: 400 m.
Dislivello in discesa: nessuno.
Tempo di percorrenza: ore 1,30-2

2) Dal rifugio Bagnour al rifugio Quintino Sella, per i passi di San Chiaffredo e Gallarino.
Dislivello in salita: 800 m.
Dislivello in discesa: 150 m.
Tempo di percorrenza: ore 3,30-4

2 Bis) Dal rifugio Bagnour al rifugio Alpetto, per i passi di San Chiaffredo e Gallarino.
Dislivello in salita: 800 m.
Dislivello in discesa: 550 m.
Tempo di percorrenza: ore 4-4,30

3) Dal Quintino Sella al rifugio Giacoletti, per il Colle del Viso e il Lago Chiaretto.
Dislivello in salita: 500 m.
Dislivello in discesa: 400 m.
Tempo di percorrenza: ore 2-2,30

3 Bis) Dal rifugio Alpetto al rifugio Giacoletti, per il Ghincia Pastour e il Lago Chiaretto.
Dislivello complessivo in salita: 1100 m
(120 m + 160 m + 270 m + 550 m).
Dislivello complessivo in discesa: 620 m (180 m + 180 m + 260 m).
Tempo di percorrenza: ore 5.30

4) Dal rifugio Giacoletti al rifugio Viso, per il “Sentiero del Postino” e il Buco di Viso.
Dislivello in salita: 450 m.
Dislivello complessivo in discesa: 750 m (250 m + 500m).
Tempo di percorrenza: ore 3,30-4

5) Dal rifugio Viso al rifugio Vallanta, per il Passo di Vallanta.
Dislivello in salita: 350 m + 350 m per la Losetta.
Dislivello in discesa: 350 m + 350 m dalla Losetta.
Tempo di percorrenza: ore 2,30 + 2 ore per la Losetta.

6) Dal rifugio Vallanta a Castello di Pontechianale.
Dislivello in salita: nessuno.
Dislivello in discesa: 850 m.
Tempo di percorrenza: ore 2

Dal rifugio Alpetto al rifugio Giacoletti, per il Ghincia Pastour e il Lago Chiaretto

Dislivello complessivo in salita: 1100 m
(120 m + 160 m + 270 m + 550 m).
Dislivello complessivo in discesa: 620 m (180 m + 180 m + 260 m).
Tempo di percorrenza: ore 5.30

Itinerario molto panoramico sull’alta valle Po e sull’incombente parete N-E del Monviso. Confermato anche dall’etimologia del toponimo occitano Ghincia Pastour, cioè vedetta del pastore. Da non perdere la suggestiva fioritura delle praterie di montagna.
Dal Rifugio Alpetto (2268 m) si scende ad attraversare il rio e poco dopo si giunge ad un bivio. Lasciato a destra il sentiero che scende ad Oncino, si risale in direzione del grande costone pianeggiante di Pian Radice fino a quota 2360 m circa.IMG_2508 Il sentiero continua in leggera discesa attraversando il vallone di Prà Fiorito e il Rio Pissai a quota 2200 m circa e poco oltre incrocia il sentiero delle Balze di Cesare. Lasciata a destra la deviazione che scende a Crissolo e a sinistra quella che sale al rifugio Sella, si continua in leggera salita passando accanto ad una croce e si supera il costone del Viso Mozzo poco sotto la vetta del monte Fourchoun a quota 2360 m circa.
Il sentiero ora scende in direzione dell’invaso artificiale costruito per l’innevamento del comprensorio sciistico di Crissolo fino a quota 2180 m circa. Poco prima di raggiungere il laghetto, il sentiero svolta a sinistra e sale nel vallone di pascoli e pietraie raggiungendo un crestone erboso poco sotto la sommità del Ghincia Pastour a quota 2450 m circa. Suggestivo panorama su Monviso e satelliti.
Si scende ora sul pendio in gran parte erboso e, attraversata verso sinistra un’antica morena pressoché pianeggiante, si raggiunge la Balmetta (2189 m). Il sentiero, ora più marcato, sale al Lago Chiaretto (2261 m) e dopo aver costeggiato la sponda orientale del lago, incrocia a quota 2310 m circa la mulattiera che collega Pian del Re e il rifugio Sella nei pressi di alcuni roccioni con apposte lapidi e targhe ricordo. Lasciata a destra la mulattiera che scende al Lago Fiorenza e a sinistra quella che costeggia la sponda del Lago Chiaretto, s’imbocca il sentiero che sale alla Colletta dei Laghi (2389 m). Dopo una breve discesa, il sentiero sale diagonalmente, lasciando in basso a destra il Lago Lausetto, fino a incontrare a quota 2560 m circa, la deviazione per la Punta Roma e il Passo Giacoletti. Proseguendo a destra sul sentiero principale si risalgono le ripide pendici delle Rocce Alte e si percorre l’ampia conca fino al Colle Losas dove sorge il rifugio Giacoletti (2741 m). Spettacolare la visione del tramonto sulla parete settentrionale del Monviso.

Dal rifugio Bagnour al rifugio Alpetto, per i passi di San Chiaffredo e Gallarino

Dislivello in salita: 800 m.
Dislivello in discesa: 550 m.
Tempo di percorrenza: ore 4-4,30

Si attraversano ambienti molto belli e vari: dai pini cembri del Bosco dell’Allevè si passa alle pietraie e ai laghetti dell’alto Vallone delle Giargiatte, poi si arriva ai piedi della gigantesca parete orientale del Monviso.
Dal rifugio (2017 m) seguire a ritroso l’itinerario di salita fino al bivio (1950 m) per Pian Meyer, percorrere la mulattiera che, tagliando a mezza costa fra i pini, raggiunge Pian Meyer (2126 m), bellissimo prato punteggiato di pini dove il rio divaga formando suggestivi meandri. IMG_2398La mulattiera risale il Vallone delle Giargiatte, passando per l’ampia conca del Gias Fons (2365 m) che si apre tra la Rocca Jarea e le Rocce Meano. Innalzandosi con vari tornanti si raggiunge la conca superiore. Proseguendo sul sentiero che passa a breve distanza dal Bivacco Bertoglio, si superano tre specchi d’acqua, il Lago Bertin (2701 m), un laghetto senza nome e il Lago Lungo (2743 m) e si raggiunge l’ampia depressione del Passo di San Chiaffredo (2764 m) sullo spartiacque tra la Valle Varaita e Po. La mulattiera taglia quasi in piano le pendici meridionali di Punta Trento e giunge in breve al Passo Gallarino (2727 m). Qui si gira a sinistra e si inizia la discesa. Arrivati in breve ad un bivio si può scegliere tra i due percorsi che conducono al rifugio Alpetto:
quello di sinistra, tagliando a mezza costa le pendici orientali di Punta Trento e Punta Michelis, attraversa la selvaggia conca che ospita i laghi delle Sagnette (2567 m) e arriva in vista del Lago Grande di Viso, sovrastato dalla gigantesca parete orientale del Monviso. Lasciato il lago a sinistra, il sentiero scende a destra verso Oncino e raggiunge il rifugio Alpetto (2268 m) nei pressi dell’omonimo lago; quello di destra scende in un ampio vallone di pascoli e antiche morene. A quota 2360 m circa il sentiero passa nei pressi di una copiosa sorgente, indicata su alcune carte della seconda metà del XVII sec. come la sorgente del fiume Po. Il sentiero percorre quindi un bel pianoro erboso e attraversa in direzione del lago Alpetto, raggiungendo il bivacco, costruzione storica del 1866 e primo rifugio del Club Alpino Italiano, e il rifugio Alpetto (2268 m), visibile solo all’ultimo istante.