Traversata Gagliardone – P.Udine

“Salita lunghissima ma molto divertente”. Così la cresta dalla Punta Roma alla Punta Udine viene definita da Giuseppe Gagliardone, “Pinela” per gli amici del CAI Monviso di Saluzzo, dopo la prima in 7 ore del 1934. Nello stesso anno, Giuseppe Gagliardone inizierà la serie delle sue brillanti “prime” nel gruppo del MonViso e non solo. Tra le altre, la Direttissima alla parete Ovest del Visolotto, la Diretta della parete Nord-Ovest del Viso di Vallanta, la prima invernale della parete Sud-Est di Punta Roma, la Direttissima al Viso per la parete Est del Torrione di St. Robert. “Il signore del difficile”, come lo definì l’amico Armando Biancardi, realizza nel 1942 con Giusto Gervasutti la prima della formidabile parete Est delle Gran Jorasses, nel ’46 sempre con Gervasutti e Carlo Arnoldi vince la cresta Est del Petit Capucin. Seguono la Fürgen sul Cervino e le vie Preuss, Dulfer e Fehrmann nel gruppo delle Lavaredo. Dal MonViso alle grandi pareti delle Alpi, Gagliardone anticipa così l’eccezionale traversata delle Alpi di Patrick Berhault. Sulle tracce di “Pinela”, Berhault nel 2001 percorre integralmente la cresta dal Colle delle Traversette alla vetta del Viso realizzando la prima solitaria invernale. La Traversata Gagliardone, segmento della Cresta Berhault, offre un notevole panorama sui ghiacciai del Delfinato e del Monte Rosa e viste a perdifiato sulla parete Nord del Monviso.

Avvicinamento: dal Rifugio Giacoletti (2740 m) si prende il sentiero che scende a Pian del Re passando dal Lago Superiore, giunti ad un piano (2560 m, cartelli), si abbandona il sentiero principale e si segue a destra il bivio per il Passo Giacoletti e la Punta Roma. Dopo numerose svolte si lascia a sinistra la diramazione (2800 m, cartelli) che sale al Passo Giacoletti e, traversando a destra, si continua sulla traccia di sentiero della via normale di Punta Roma. Seguendo i segnavia rossi si sale a zigzag per tracce di sentiero fra cenge erbose e roccette per arrivare alla Madonnina della vetta. Dislivello in salita, 500 m Tempo di percorrenza, ore 2

Autori: Giuseppe Gagliardone, G. Fissore e R. Negro il 29 luglio 1934

Difficoltà: AD 5a max, 4a obbl.

Sviluppo: 900 m.

Tempo di salita: 4-5 ore

Attrezzatura: Fix 10 mm, piastrine e soste omologate. Portare una serie di nuts, fettucce e longe per le calate. Attrezzata nell’agosto 2009

Progressione: per procedere in sicurezza su questo tipo di terreno è necessaria una buona dimestichezza con la tecnica di progressione chiamata “a corda tesa” o “in conserva” e un buon affiatamento tra tutti i membri della cordata.

Discesa: dalla vetta seguire gli ometti fino al Colle del Coulour del Porco e il percorso della Ferrata fino al rifugio, 45 minuti.

Descrizione: dalla Punta Roma scendere con la progressione “in conserva” verso l’ampia sella detritica alla base del versante Nord-Nord-Ovest della Punta Roma, piegando prima un po’ a destra per evitare un settore più ripido e fratturato, poi a sinistra lungo un sistema di placche e gradoni. Continuare a corda tesa lungo tutta la cresta formata da torrioni, gendarmi affilati, spuntoni e gradoni spigolosi mantenendo il filo frastagliato che fa da confine a pareti di oltre 300 metri. Si superano spigoli, fessure, diedri e camini, alternando alla progressione in conserva anche qualche tiro di corda da 25/30 metri e alcune calata in doppia di 30 metri al massimo.

– I numerosi Fix con piastrine posizionati lungo l’itinerario, oltre a renderlo più sicuro ne evidenziano meglio il percorso.

– Due Fix accoppiati indicano un punto di sosta o l’ancoraggio per una calata in doppia.

Un ultimo tratto di cresta più facile, ma ugualmente aereo, porta alla Breccia degli Angeli. Dalla breccia portarsi alla base del muro rosso (ometti) e superarlo direttamente con due lunghezze di 30 metri (4a, 4b). Seguire ancora la cresta pianeggiante per una quarantina di metri e raggiungere la croce della Punta Udine.

Vie di Fuga: in caso di maltempo, l’unica scappatoia è quella dalla Breccia degli Angeli; raggiunto l’intaglio è possibile scendere il canale detritico verso il Lago Porcieroles sul versante francese e risalire al Colle del Coulour del Porco per poi rientrare in rifugio, 1 ora. E’ sconsigliata la discesa in corda doppia sugli opposti versanti della cresta per la complessa morfologia e la considerevole altezza delle pareti.

Un pensiero su “Traversata Gagliardone – P.Udine

  1. FERRA

    Bellissima traversata, roccia ottima, panorami stupendi. L’attrezzatura a spit la rende ricura e ne rende facile il reperimento dell’itinerario nei rari punti dubbi; seppure percorribile in entrambi i sensi e’ consigliabile farla come e’ stata aperta e chiudere la giurnata al sempre ottimo rifugio Giacoletti.

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