La Cresta Nord-Ovest dal Coulour Bianco è un magnifico itinerario alpinistico di difficoltà media, dove alla progressione con piccozza e ramponi lungo il canale, si alterna l’arrampicata su roccia in cresta. Terreno ideale per i corsi di Alpinismo o come allenamento in vista di salite più impegnative, questa “Grande Course” richiama il fascino delle classiche dell’Oisans sui picchi del Pelvoux e dei Bans. I magnifici scorci sui ghiacciai del Delfinato e del Monte Rosa e l’immancabile vista sulle pareti occidentali del Viso rendono questo percorso decisamente emozionante. Quando l’innevamento è scarso, è meglio evitare di salire il canale del Coulour Bianco ma è consigliabile raggiungere Punta Venezia dal Colle delle Traversette percorrendo Sky Walker.
Avvicinamento: dal rifugio Giacoletti (2741 m) si scende verso nord seguendo il sentiero lungo il canalone di detriti e nevai, fino ad un bivio (2500 m, cartelli). Abbandonato il sentiero che scende verso Pian del Re, si prende a sinistra il “Sentiero del Postino” e lo si percorre fino ad incrociare l’ampio canale del Coulour Bianco. Dislivello in discesa, 240 m. Tempo di percorrenza, 40 minuti.
Coulour Bianco
Difficoltà: pendenza media 40°, 50° max.
Dislivello: 450 m.
Tempo di salita: 1 ora e 30’
Attrezzatura: Piccozza e ramponi.
Progressione: terreno innevato ripido.
Descrizione: dal sentiero del Postino (2530 m), risalire interamente l’ampio canalone innevato delimitato a destra dall’imponente parete Sud-Est delle Rocce Fourioun e a sinistra dal versante Nord della Punta Venezia. A metà circa del percorso, una biforcazione più impegnativa a sinistra finisce in alto sulla cresta della Venezia; continuare sull’asse principale del canale che ora diventa più ripido, e raggiungere, a pochi metri dalla cresta, una stretta spaccatura attraverso la quale si sbuca sul versante francese e in breve si arriva al Colle del Coulour Bianco (2986 m).
Cresta Nord-Ovest dal Colle del Coulour Bianco
Difficoltà: PD+ 3c max, 3c obbl.
Sviluppo: 350 m.
Tempo di salita: 2 ore.
Attrezzatura: Fix 10 mm, piastrine e soste omologate. Portare una serie di nuts, fettucce e longe per la doppia. Attrezzata nell’agosto 2008.
Progressione: per procedere in sicurezza su questo tipo di terreno è necessaria una buona dimestichezza con la tecnica di progressione chiamata “a corda tesa” o “in conserva” e un buon affiatamento tra i membri della cordata.
Discesa: dalla vetta scendere direttamente al vicino Bivacco e seguire gli ometti e i segnavia gialli della via normale fino al colle del Coulour del Porco, poi il percorso della Ferrata fino al rifugio, un’ora.
Descrizione: dal Colle del Coulour Bianco (2986 m) procedere “a corda tesa” ed evitare sulla destra un primo spuntone verticale (ometti); ripresa la cresta, seguirne il filo frastagliato fino ad una sosta di calata posta sulla cima di un affilato gendarme. Scendere in doppia all’intaglio (20 m) e superare il torrione successivo con una bella lunghezza di corda (30 m, 3c). Continuare a corda tesa, con qualche tratto anche in leggera discesa, lungo la cresta formata da torrioni, gendarmi e spuntoni. Mantenere il filo frastagliato che fa da confine alle pareti degli opposti versanti per raggiungere infine la croce della Punta Venezia (3095 m).
– I numerosi Fix con piastrine posizionati lungo l’itinerario, oltre a renderlo più sicuro ne evidenziano meglio il percorso.
– Due Fix accoppiati indicano un punto di sosta o l’ancoraggio per una calata in doppia.
Vie di Fuga: in caso di maltempo, l’unica scappatoia consigliata è quella dal Coulour Bianco; raggiunto l’intaglio è possibile scendere il versante detritico verso il Lago Porcieroles sul lato francese e risalire al Colle del Coulour del Porco per poi rientrare in rifugio, 1 ora e 15’.