Il Giro di Viso

3 tappe da Castello in valle Varaita

L’anello di più tappe attorno ad una grande montagna ha avuto come primo centro il Monviso e rimane tuttora unico nelle Alpi occidentali. Il Giro di Viso costituisce uno dei più spettacolari trekking d’alta quota d’Europa e attraversando tre valli diverse – Po, Varaita, Guil – consente di ammirare da vicino il “Re di Pietra” in tutta la sua imponenza e in tutti i suoi caratteristici profili: la parete Nord dove è ancora ben visibile il celebre scivolo di ghiaccio denominato Coolidge in omaggio al suo primo salitore e il vicino trapezio del Visolotto, il versante occidentale accompagnato dal Dado di Vallanta e la parete orientale con la Cresta Est caratterizzata dal Torrione di St. Robert. Il percorso si snoda in una “wilderness” protetta da due parchi naturali in un susseguirsi di ambienti sempre vari: il paesaggio aspro e severo delle ardite pareti rocciose del massiccio meridionale, i laghetti cristallini del Vallone delle Giargiatte, i contorti pini cembri del bosco dell’Alevè, gli splendidi specchi d’acqua dell’alta Valle Po, il panoramico belvedere delle Rocce Alte del Losas, lo storico Buco di Viso e i vasti spazi del Queyras. L’area del Monviso è formalmente riconosciuta dal 2013 come “Riserva della Biosfera” dall’UNESCO. L’itinerario proposto inizia dalla Valle Varaita, precisamente dalla frazione Castello di Pontechianale, raggiungibile facilmente con mezzi pubblici e dove è possibile lasciare agevolmente l’auto nel parcheggio vicino al rifugio Alevè.

Un po’ di storia

Il primo anello attorno al Monviso risale al 1839 e fu intrapreso da James David Forbes, docente di filosofia naturale dell’università di Edimburgo. Come riferisce John Ball nel suo The Alpine Guide: «Egli trovò questo giro molto faticoso, impiegando 14 ore di marcia». Probabilmente realizzò il suo viaggio attraverso il Colle delle Traversette, il Colle di Viso, il Passo delle Sagnette o quello di San Chiaffredo e il Colle di Vallanta in un percorso molto simile a quello attuale.

Informazioni utili

  • 3 tappe dalla frazione Castello di Pontechianale in valle Varaita
  • Buoni camminatori, gruppi organizzati
  • Dalla metà di luglio alla metà di settembre
  • Sentieri segnalati per la maggior parte con vernice rossa e bianca, cartelli ai bivi indicano luoghi e destinazioni
  • Dislivello: + 3000 m / – 3000 m
  • Fascia altimetrica: 1600 m / 2882 m
  • Attrezzatura da trekking (marcia giornaliera e pernottamenti)
  • Prenotazione in tutti i rifugi vivamente consigliata e obbligatoria per i gruppi
  • Rifugi intermedi: nella quarta tappa s’incontrano il rifugio Viso e il Vallanta, ottimi punti di ristoro per gustare un piatto caldo, bevande e dolci tipici
  • Eventuale rientro anticipato: Oncino (valle Po), Pian del Re (valle Po), Abriés (valle del Guil – Francia)

Attenzione! Cani non ammessi nel parco francese del Queyras.

Attenzione! Accertarsi delle condizioni dei sentieri poiché, in presenza di nevai, induriti dal rigelo notturno, ramponi e/o piccozza sono consigliati.

Tappe

1) Da Castello di Pontechianale al rifugio Alpetto

per il Vallone di Vallanta, il Vallone delle Giargiatte, i Passi San Chiaffredo e Gallarino

Dislivello in salita:

1160 m

Dislivello in discesa:

500 m

Tempi di percorrenza:

ore 5,30-6

Dai pini cembri del Bosco dell’Alevè si passa ai laghetti dell’alto Vallone delle Giargiatte e si arriva ai piedi dell’imponente parete orientale del Monviso. 

Descrizione 

Dal posteggio (1600 m), situato poco a valle dell’abitato di Castello, seguire l’ampia mulattiera che risale il Vallone di Vallanta fino alle Grange Gheit (1912 m). Si abbandona la traccia principale per prendere a destra il sentiero che attraversa il torrente. Superate le baite diroccate si prosegue sul sentiero che sale con alcune svolte, lasciando a destra una diramazione per il Bosco dell’Alevè e il rifugio Bagnour (un’ora circa). Dopo un tratto in salita, la mulattiera taglia a mezza costa fra i pini, fino a Pian Meyer (2126 m), bellissimo prato punteggiato di cembri dove il rio divaga formando suggestivi meandri. La mulattiera risale il Vallone delle Giargiatte, passando per l’ampia conca del Gias Fons (2365 m) che si apre tra la Rocca Jarea e le Rocce Meano. Innalzandosi con vari tornanti si raggiunge la conca superiore. Proseguendo sul sentiero che passa a breve distanza dal bivacco Bertoglio, si superano tre specchi d’acqua, il Lago Bertin (2701 m), un laghetto senza nome e il Lago Lungo (2743 m) e si raggiunge il Passo di San Chiaffredo (2764 m). La mulattiera attraversa quasi in piano le pendici di Punta Trento e giunge in breve al Passo Gallarino (2727 m). Qui si gira a sinistra e si scende, tagliando a mezza costa il versante. Arrivati in breve ad un bivio si può scegliere tra i due percorsi che conducono al rifugio Alpetto. Quello di sinistra attraversa la conca dei laghi delle Sagnette (2567 m) e arriva in vista del Lago Grande di Viso, sovrastato dalla parete orientale del Monviso. Lasciato il lago a sinistra, il sentiero scende a destra verso Oncino e in circa trenta minuti raggiunge il rifugio nei pressi dell’omonimo lago. Quello di destra scende in un ampio vallone di pascoli e antiche morene. A quota 2360 m circa il sentiero passa nei pressi di una copiosa sorgente, indicata su alcune antiche carte come la sorgente del fiume Po. Il sentiero percorre quindi un bel pianoro erboso e attraversa in direzione del lago Alpetto, raggiungendo il bivacco, costruzione storica del 1866 e primo rifugio del Club Alpino Italiano, e il rifugio Alpetto (2268 m), visibile solo all’ultimo istante.

2) Dal rifugio Alpetto al rifugio Giacoletti 

per il Ghincia Pastour e il Lago Chiaretto

Dislivello in salita:

1100 m
(120 m + 160 m + 270 m + 550 m)

Dislivello in discesa:

620 m
(180 m + 180 m + 260 m)

Tempo di percorrenza:

ore 5,30

Itinerario molto panoramico sull’alta valle Po e sull’incombente parete N-E del Monviso. Confermato anche dall’etimologia del toponimo occitano Ghincia Pastour, cioè vedetta del pastore. Da non perdere la fioritura delle praterie di montagna. 

Descrizione

Dal Rifugio Alpetto (2268 m) si scende ad attraversare il rio e poco dopo si giunge ad un bivio. Lasciato a destra il sentiero che scende ad Oncino, si risale in direzione del grande costone pianeggiante di Pian Radice fino a quota 2360 m circa. Il sentiero continua in leggera discesa attraversando il vallone di Prà Fiorito e il Rio Pissai a quota 2200 m circa e poco oltre incrocia il sentiero delle Balze di Cesare. Lasciata a destra la deviazione che scende a Crissolo e a sinistra quella che sale al rifugio Sella, si continua in leggera salita passando accanto ad una croce e si supera il costone del Viso Mozzo poco sotto la vetta del monte Fourchoun a quota 2360 m circa. Il sentiero ora scende in direzione dell’invaso artificiale costruito per l’innevamento del comprensorio sciistico di Crissolo fino a quota 2180 m circa. Poco prima di raggiungere il laghetto, il sentiero svolta a sinistra e sale nel vallone di pascoli e pietraie raggiungendo un crestone erboso poco sotto la sommità del Ghincia Pastour a quota 2450 m circa. Suggestivo panorama su Monviso e satelliti. Si scende ora sul pendio in gran parte erboso e, attraversata verso sinistra un’antica morena pianeggiante, si raggiunge la Balmetta (2189 m). Il sentiero, ora più marcato, sale al Lago Chiaretto (2261 m) e dopo aver costeggiato la sponda orientale del lago, incrocia a quota 2310 m circa la mulattiera che collega Pian del Re e il rifugio Sella nei pressi di alcuni roccioni con apposte lapidi e targhe ricordo. Lasciata a destra la mulattiera che scende al Lago Fiorenza e a sinistra quella che costeggia la sponda del Lago Chiaretto, s’imbocca il sentiero che sale alla Colletta dei Laghi (2389 m). Dopo una breve discesa, il sentiero sale diagonalmente, lasciando in basso a destra il Lago Lausetto, fino a incontrare a quota 2560 m circa, la diramazione per la Punta Roma e il Passo Giacoletti. Proseguendo sul sentiero principale, indicato a destra, si risalgono le pendici delle Rocce Alte, poi si percorre l’ampia conca fino al Colle Losas tra le Rocce Alte e Punta Udine, dove sorge il rifugio Giacoletti (2741 m). Spettacolare la visione del tramonto sulla parete nord-ovest del Monviso. “.. Dopo la cena oppure prima della colazione .. è d’obbligo la camminata di soli venti minuti alla Tavola di Orientamento delle Rocce Alte del Losas (2837 m). Dalla vetta si gode una vista mozzafiato su Pian del Re e sulla pianura sottostante. Nelle giornate più limpide lo sguardo spazia dal Bernina al Monte Rosa, dal Cervino al Gran Paradiso, dal Granero al Monviso e dalle Apuane alle Marittime. Luogo magico dove contemplare l’alba o il tramonto del sole”.

3) Dal rifugio Giacoletti a Castello

per il Buco di Viso, il rifugio Viso e il Passo di Vallanta

Dislivello in salita:

800 m
(400 m + 360 m)

Dislivello in discesa:

1880 m
(240 m + 420 m + 1220 m)

Tempo di percorrenza:

ore 7-8

L’itinerario percorre il Sentiero del Postino e il Buco di Viso, primo traforo delle Alpi realizzato prima della scoperta dell’America (è consigliata una pila per il passaggio nella galleria). Scavalcando il Passo di Vallanta si ritorna in Italia; scendendo in vista dell’imponente parete ovest del Viso si raggiunge il rifugio Vallanta e dopo una tranquilla discesa l’abitato di Castello. 

Descrizione

Dal rifugio Giacoletti (2741 m) si scende il sentiero lungo il canale fino al bivio, a quota 2500 m circa, dove a sinistra, è indicata la deviazione per il Sentiero del Postino. Lo s’imbocca salendo alcuni scalini metallici e utilizzando un corrimano. Si percorre il sentiero che taglia a mezzacosta il versante della Punta Venezia, e si attraversa una suggestiva cascatella per un breve tratto attrezzato con un corrimano metallico. Dopo circa 30 minuti di cammino, terminato il panoramico Sentiero del Postino, si raggiunge a quota 2550 m circa il bivio per il Buco di Viso e il Colle delle Traversette. Imboccata la mulattiera e, dopo aver raggiunto la conca di Pian Mait (2700 m), si sale a zig-zag, passando nei pressi della Fonte Ordi (2787 m) e della Caserma delle Traversette; poco dopo, lasciata a destra la traccia per il Passo Luisas, si continua sul ripido sentiero fino a raggiungere un altro bivio. Qui, si abbandona il sentiero che sale e, si devia a destra, raggiungendo in breve l’ingresso del Buco di Viso (2882 m). Percorso il traforo, raggiunto il versante francese, è possibile raggiungere in 20 minuti il sovrastante Colle delle Traversette (2950 m). Dall’uscita del traforo si effettua una lunga traversata a mezza costa sotto un versante roccioso, poi si piega a sinistra, scendendo verso una conca di pascoli. Sotto i ruderi delle Bergerie du Gran Vallon, si incontra il sentiero che proviene dal Col Selliere, e subito dopo (2465 m) il sentiero che collega il Belvédère du Viso al rifugio Viso; seguendolo verso sinistra si arriva al rifugio (2460 m). Dal rifugio Viso seguire il sentiero in leggera discesa che, attraversato il torrente Guil, sale al Lago Lestiò (2510 m). Costeggiata la sponda del lago, il sentiero sale fino a raggiungere il Passo di Vallanta (2815 m). Dal colle (suggestivo scorcio sul Viso) si scende nel Vallone di Vallanta, raggiungendo il bivio per il Passo della Losetta (2872 m). Continuare la discesa sul sentiero principale, verso il rifugio Vallanta (2450 m). Dal rifugio si segue il sentiero che scende gradualmente, raggiungendo la fontana della salute del Gias d’Ajaut (2036 m). Si rimane sulla sinistra del torrente e, dopo la Grangia del Rio, lo si riattraversa. Poco dopo, lasciato il bivio (1900 m circa) per il Passo di San Chiaffredo, si scende a Castello (1603 m) e si conclude il Giro di Viso.

3a) Dal rifugio Giacoletti a Castello

per il Buco di Viso, il rifugio Viso e il Passo di Vallanta

Dislivello in salita:

960 m
(600 m + 360 m)

Dislivello in discesa:

2100 m
(460 m + 420 m + 1220 m)

Tempo di percorrenza:

ore 7-8

L’itinerario percorre la parte inferiore del Colour del Porco e, attraverso l’alto bacino del Po raggiunge il Buco di Viso, primo traforo delle Alpi realizzato prima della scoperta dell’America (è consigliata una pila per il passaggio nella galleria). Scavalcando il Passo di Vallanta si ritorna in Italia; scendendo in vista dell’imponente parete ovest del Viso si raggiunge il rifugio Vallanta e dopo una tranquilla discesa l’abitato di Castello. 

Descrizione

Dal rifugio Giacoletti (2741 m) si scende il sentiero lungo il canale fino al bivio, a quota 2500 m circa, dove a sinistra, è indicata la deviazione per il Sentiero del Postino. Si continua la discesa sui ripidi tornanti del sentiero principale per Pian del Re fino a quota 2280 m circa, dove si incrocia la mulattiera che sale al Colle delle Traversette. Si svolta quindi a sinistra per risalire il vallone e, passato il ruscello e attraversati gli ampi pascoli si raggiunge Pian Armoine (2410 m). Si continua sulla larga mulattiera che, tagliando a mezzacosta sotto imponenti contrafforti rocciosi, raggiunge il bivio a quota 2550 m circa. Si continua a destra sulla mulattiera e, dopo aver raggiunto la conca di Pian Mait (2700 m), si sale a zig-zag, passando nei pressi della Fonte Ordi (2787 m) e della Caserma delle Traversette. Poco dopo, lasciata a destra la traccia per il Passo Luisas, si continua sul ripido sentiero fino a raggiungere un altro bivio. Qui, si abbandona il sentiero che sale e, si devia a destra, raggiungendo in breve l’ingresso del Buco di Viso (2882 m). Percorso il traforo, raggiunto il versante francese, è possibile raggiungere in 20 minuti il sovrastante Colle delle Traversette (2950 m). Dall’uscita del traforo si effettua una lunga traversata a mezza costa sotto un versante roccioso, poi si piega a sinistra, scendendo verso una conca di pascoli. Sotto i ruderi delle Bergerie du Gran Vallon, si incontra il sentiero che proviene dal Col Selliere, e subito dopo (2465 m) il sentiero che collega il Belvédère du Viso al rifugio Viso; seguendolo verso sinistra si arriva al rifugio (2460 m). Dal rifugio Viso seguire il sentiero in leggera discesa che, attraversato il torrente Guil, sale al Lago Lestiò (2510 m). Costeggiata la sponda del lago, il sentiero sale fino a raggiungere il Passo di Vallanta (2815 m). Dal colle (suggestivo scorcio sul Viso) si scende nel Vallone di Vallanta, raggiungendo il bivio per il Passo della Losetta (2872 m). Continuare la discesa sul sentiero principale, verso il rifugio Vallanta (2450 m). Dal rifugio si segue il sentiero che scende gradualmente, raggiungendo la fontana della salute del Gias d’Ajaut (2036 m). Si rimane sulla sinistra del torrente e, dopo la Grangia del Rio, lo si riattraversa. Poco dopo, lasciato il bivio (1900 m circa) per il Passo di San Chiaffredo, si scende a Castello (1600 m) e si conclude il Giro di Viso.

Prenotare i rifugi

Rifugio Alevè: http://www.rifugioaleve.it/ 

Rifugio Alpetto: http://www.rifugioalpetto.it/ 

Rifugio Giacoletti: https://www.giacoletti.it/ 

Avvicinamento in auto

Da Torino si segue l’autostrada per Pinerolo quindi per Saluzzo oppure si arriva a Saluzzo dall’uscita Marene della A6. Da Saluzzo si prosegue per Verzuolo, Brossasco, Sampeyre, Casteldelfino e Castello. Parcheggiare poco a valle dell’abitato, un centinaio di metri dal rifugio Alevè.