Il Giro di Viso

5 tappe da Castello in valle Varaita

L’anello di più tappe attorno ad una grande montagna ha avuto come primo centro il Monviso e rimane tuttora unico nelle Alpi occidentali. Il Giro di Viso costituisce uno dei più spettacolari trekking d’alta quota d’Europa e attraversando tre valli diverse – Po, Varaita, Guil – consente di ammirare da vicino il “Re di Pietra” in tutta la sua imponenza e in tutti i suoi caratteristici profili: la parete Nord dove è ancora ben visibile il celebre scivolo di ghiaccio denominato Coolidge in omaggio al suo primo salitore e il vicino trapezio del Visolotto, il versante occidentale accompagnato dal Dado di Vallanta e la parete orientale con la Cresta Est caratterizzata dal Torrione di St. Robert. Il percorso si snoda in una “wilderness” protetta da due parchi naturali in un susseguirsi di ambienti sempre vari: il paesaggio aspro e severo delle ardite pareti rocciose del massiccio meridionale, i laghetti cristallini del Vallone delle Giargiatte, i contorti pini cembri del bosco dell’Alevè, gli splendidi specchi d’acqua dell’alta Valle Po, il panoramico belvedere delle Rocce Alte del Losas, lo storico Buco di Viso e i vasti spazi del Queyras. L’area del Monviso è formalmente riconosciuta dal 2013 come “Riserva della Biosfera” dall’UNESCO. L’itinerario proposto inizia dalla Valle Varaita, precisamente dalla frazione Castello di Pontechianale, raggiungibile facilmente con mezzi pubblici e dove è possibile lasciare agevolmente l’auto nel parcheggio vicino al rifugio Alevè.

Un po’ di storia

Il primo anello attorno al Monviso risale al 1839 e fu intrapreso da James David Forbes, docente di filosofia naturale dell’università di Edimburgo. Come riferisce John Ball nel suo The Alpine Guide: «Egli trovò questo giro molto faticoso, impiegando 14 ore di marcia». Probabilmente realizzò il suo viaggio attraverso il Colle delle Traversette, il Colle di Viso, il Passo delle Sagnette o quello di San Chiaffredo e il Colle di Vallanta in un percorso molto simile a quello attuale.

Informazioni utili

  • 5 tappe dalla frazione Castello di Pontechianale in valle Varaita
  • Buoni camminatori, gruppi organizzati, famiglie
  • Dalla prima settimana di luglio alla metà di settembre
  • Sentieri segnalati per la maggior parte con vernice rossa e bianca, cartelli ai bivi indicano luoghi e destinazioni
  • Dislivello: + 2500 m / – 2500 m (+/- 300 m con tappa al rifugio Alpetto)
  • Fascia altimetrica: 1600 m / 2882 m
  • Attrezzatura da trekking (marcia giornaliera e pernottamenti)
  • Prenotazione in tutti i rifugi vivamente consigliata e obbligatoria per i gruppi
  • Rifugi intermedi: nella quinta tappa s’incontra il rifugio Vallanta, ottimo punto di ristoro per gustare un piatto caldo, bevande e dolci tipici
  • Eventuale rientro anticipato: Oncino (valle Po), Pian del Re (valle Po), Abriés (valle del Guil – Francia)

Attenzione! Cani non ammessi nel parco francese del Queyras.

Attenzione! Accertarsi delle condizioni dei sentieri poiché, in presenza di nevai, induriti dal rigelo notturno, ramponi e/o piccozza sono consigliati.

Tappe

1) Da Castello di Pontechianale al rifugio Bagnour

attraverso il Bosco dell’Alevè e il rifugio Grongios Martre

Dislivello in salita:

420 m

Dislivello in discesa:

nessuno

Tempo di percorrenza:

ore 1,30-2

Breve tappa in salita che si abbina con l’arrivo a Castello in auto o con i mezzi pubblici. La mulattiera, che collega gli antichi alpeggi di montagna, attraversa radi pascoli in mezzo a larici secolari e si addentra nel fitto bosco di cembri.

Descrizione

Poco a valle dell’abitato di Castello, vicino al rifugio Alevè (1600 m), s’imbocca la mulattiera per il rifugio Bagnour e il rifugio Grongios Martre, segnalata da una bacheca scolpita in legno. Si sale gradualmente incontrando piccoli agglomerati di antiche baite realizzate da abili montanari e poco dopo il rifugio Grongios Martre (1745 m), dove è possibile pernottare. La mulattiera si addentra nel Bosco dell’Alevè, fitta e suggestiva foresta di pini cembri; lasciato a sinistra il bivio (1950 m) per Pian Meyer, seguendo il percorso principale, si raggiunge in breve il rifugio Bagnour (2017 m) presso l’omonimo laghetto. 

2) Dal rifugio Bagnour al rifugio Quintino Sella oppure al rifugio Alpetto

per i passi San Chiaffredo e Gallarino

Dislivello in salita:

880 m (800 m + 80 m) al Sella
800 m all’Alpetto

Dislivello in discesa:

200 m al Sella
500 m all’Alpetto

Tempo di percorrenza:

ore 3,30-4
ore 4-4,30 all’Alpetto

Dai pini cembri del Bosco dell’Alevè si passa ai laghetti dell’alto Vallone delle Giargiatte e si arriva ai piedi dell’imponente parete orientale del Monviso.

Descrizione

Dal rifugio (2017 m) si segue a ritroso l’itinerario di salita fino al bivio (1950 m) per Pian Meyer, percorrere la mulattiera che, a mezza costa fra i pini, raggiunge Pian Meyer (2126 m), bellissimo prato punteggiato di cembri dove il rio divaga formando suggestivi meandri. La mulattiera risale il Vallone delle Giargiatte, passando per l’ampia conca del Gias Fons (2365 m) che si apre tra la Rocca Jarea e le Rocce Meano. Innalzandosi con vari tornanti si raggiunge la conca superiore. Proseguendo sul sentiero che passa a breve distanza dal bivacco Bertoglio, si superano tre specchi d’acqua, il Lago Bertin (2701 m), un laghetto senza nome e il Lago Lungo (2743 m) e si raggiunge il Passo di San Chiaffredo (2764 m). La mulattiera attraversa quasi in piano le pendici di Punta Trento e giunge in breve al Passo Gallarino (2727 m). Qui si gira a sinistra e si scende, tagliando a mezza costa il versante. Si attraversa la conca dei laghi delle Sagnette (2567 m) e si arriva in vista del Lago Grande di Viso, sovrastato dalla parete orientale del Monviso. Dal lago in breve si arriva al rifugio Quintino Sella (2640 m). Se si decide di pernottare al rifugio Alpetto (2268 m), giunti in vista del Lago Grande di Viso, seguire il sentiero a destra verso Oncino e in poco più di un’ora si raggiunge il rifugio nei pressi dell’omonimo lago.

3) Dal Quintino Sella oppure dal rifugio Alpetto al rifugio Giacoletti

per il Colle del Viso e il Lago Chiaretto

Dislivello in salita:

480 m dal Sella
860 m (380 m + 480 m) dall’Alpetto

Dislivello in discesa:

480 m

Tempo di percorrenza:

ore 2,30-3 dal Sella
ore 3,30-4 dall’Alpetto

L’itinerario attraversa l’ambiente aspro e selvaggio ai piedi del Monviso e dei suoi satelliti tra laghi, morene e nevai e si apre verso oriente alla pianura piemontese. Lungo il percorso è possibile avvistare stambecchi, marmotte ed ermellini.

Descrizione

Dal rifugio Alpetto (2268 m) si sale al Lago Grande di Viso e in breve al Quintino Sella (2640 m). Dal Quintino Sella, storico rifugio dedicato al fondatore del CAI, si segue la mulattiera che conduce al Colle del Viso (2650 m). Si procede costeggiando il Viso Mozzo per scendere sulle pendici della Rocca Truné. Il sentiero taglia alla base la morena del Monviso, poi scende con alcuni tornanti al Lago Chiaretto (2261 m) dal caratteristico colore azzurro turchese. Tagliando a mezza costa i pendii che sovrastano il lago, si arriva ad un bivio a quota 2310 m circa. Si lascia a destra la mulattiera che scende al Pian del Re, e si prende a sinistra il sentiero che sale alla Colletta dei Laghi (2389 m). Dopo una breve discesa, il sentiero sale diagonalmente, lasciando in basso a destra il Lago Lausetto, fino a incontrare a quota 2560 m circa, la diramazione per la Punta Roma e il Passo Giacoletti. Proseguendo sul sentiero principale, indicato a destra, si risalgono le pendici delle Rocce Alte, poi si percorre l’ampia conca fino al Colle Losas tra le Rocce Alte e Punta Udine, dove sorge il rifugio Giacoletti (2741 m). Spettacolare la visione del tramonto sulla parete nord-ovest del Monviso. “.. Dopo la cena oppure prima della colazione .. è d’obbligo la camminata di soli venti minuti alla Tavola di Orientamento delle Rocce Alte del Losas (2837 m). Dalla vetta si gode una vista mozzafiato su Pian del Re e sulla pianura sottostante. Nelle giornate più limpide lo sguardo spazia dal Bernina al Monte Rosa, dal Cervino al Gran Paradiso, dal Granero al Monviso e dalle Apuane alle Marittime. Luogo magico dove contemplare l’alba o il tramonto del sole”.

4) Dal rifugio Giacoletti al rifugio Viso

per il Sentiero del Postino e il Buco di Viso

Dislivello in salita:

400 m

Dislivello in discesa:

660 m (240 m + 420m)

Tempo di percorrenza:

ore 3,30-4

L’itinerario percorre il Sentiero del Postino e il Buco di Viso, primo traforo delle Alpi realizzato prima della scoperta dell’America (è consigliata una pila per il passaggio nella galleria).

Descrizione

Dal rifugio Giacoletti (2741 m) si scende il sentiero lungo il canale fino al bivio, a quota 2500 m circa, dove a sinistra, è indicata la deviazione per il Sentiero del Postino. Lo s’imbocca salendo alcuni scalini metallici e utilizzando un corrimano. Si percorre il sentiero che taglia a mezzacosta il versante della Punta Venezia, e si attraversa una suggestiva cascatella per un breve tratto attrezzato con un corrimano metallico. Dopo circa 30 minuti di cammino, terminato il panoramico Sentiero del Postino, si raggiunge a quota 2550 m circa il bivio per il Buco di Viso e il Colle delle Traversette. Imboccata la mulattiera e, dopo aver raggiunto la conca di Pian Mait (2700 m), si sale a zig-zag, passando nei pressi della Fonte Ordi (2787 m) e della Caserma delle Traversette; poco dopo, lasciata a destra la traccia per il Passo Luisas, si continua sul ripido sentiero fino a raggiungere un altro bivio. Qui, si abbandona il sentiero che sale e, si devia a destra, raggiungendo in breve l’ingresso del Buco di Viso (2882 m). Percorso il traforo, raggiunto il versante francese, è possibile raggiungere in 20 minuti il sovrastante Colle delle Traversette (2950 m). Dall’uscita del traforo si effettua una lunga traversata a mezza costa sotto un versante roccioso, poi si piega a sinistra, scendendo verso una conca di pascoli. Sotto i ruderi delle Bergerie du Gran Vallon, si incontra il sentiero che proviene dal Col Selliere, e subito dopo (2465 m) il sentiero che collega il Belvédère du Viso al rifugio Viso; seguendolo verso sinistra si arriva al rifugio (2460 m).

4a) Dal rifugio Giacoletti al rifugio Viso

per l’alto bacino del Po e il Buco di Viso

Dislivello in salita:

600 m

Dislivello in discesa:

880 m (460 m + 420m)

Tempo di percorrenza:

ore 3,30-4

L’itinerario percorre la parte inferiore del Colour del Porco e, attraverso l’alto bacino del Po raggiunge il Buco di Viso, primo traforo delle Alpi realizzato prima della scoperta dell’America (è consigliata una pila per il passaggio nella galleria).

Descrizione

Dal rifugio Giacoletti (2741 m) si scende il sentiero lungo il canale fino al bivio, a quota 2500 m circa, dove a sinistra, è indicata la deviazione per il Sentiero del Postino. Si continua la discesa sui ripidi tornanti del sentiero principale per Pian del Re fino a quota 2280 m circa, dove si incrocia la mulattiera che sale al Colle delle Traversette. Si svolta quindi a sinistra per risalire il vallone e, passato il ruscello e attraversati gli ampi pascoli si raggiunge Pian Armoine (2410 m). Si continua sulla larga mulattiera che, tagliando a mezzacosta sotto imponenti contrafforti rocciosi, raggiunge il bivio a quota 2550 m circa. Si continua a destra sulla mulattiera e, dopo aver raggiunto la conca di Pian Mait (2700 m), si sale a zig-zag, passando nei pressi della Fonte Ordi (2787 m) e della Caserma delle Traversette. Poco dopo, lasciata a destra la traccia per il Passo Luisas, si continua sul ripido sentiero fino a raggiungere un altro bivio. Qui, si abbandona il sentiero che sale e, si devia a destra, raggiungendo in breve l’ingresso del Buco di Viso (2882 m). Percorso il traforo, raggiunto il versante francese, è possibile raggiungere in 20 minuti il sovrastante Colle delle Traversette (2950 m). Dall’uscita del traforo si effettua una lunga traversata a mezza costa sotto un versante roccioso, poi si piega a sinistra, scendendo verso una conca di pascoli. Sotto i ruderi delle Bergerie du Gran Vallon, si incontra il sentiero che proviene dal Col Selliere, e subito dopo (2465 m) il sentiero che collega il Belvédère du Viso al rifugio Viso; seguendolo verso sinistra si arriva al rifugio (2460 m).

5) Dal rifugio Viso a Castello di Pontechianale 

per il Passo di Vallanta

Dislivello in salita:

360 m + 350 m per la Losetta

Dislivello in discesa:

1220 m + 350 dalla Losetta

Tempo di percorrenza:

ore 4,30-5 + 2 ore per la Losetta

Scavalcando il Passo di Vallanta si ritorna in Italia, e con una breve discesa in vista dell’imponente parete ovest del Viso si raggiunge il rifugio Vallanta. Tempo permettendo, è consigliabile la traversata che porta al Passo della Losetta, da cui si sale all’omonima, panoramica cima.

Descrizione

Dal rifugio Viso seguire il sentiero in leggera discesa che, attraversato il torrente Guil, sale al Lago Lestiò (2510 m). Costeggiata la sponda del lago, il sentiero sale fino a raggiungere il Passo di Vallanta (2815 m). Dal colle (suggestivo scorcio sul Viso) si scende nel Vallone di Vallanta, raggiungendo un bivio: da qui si può continuare la discesa che porta al rifugio omonimo oppure seguire il sentiero di destra, che va a mezza costa, fino a immettersi sul sentiero che in salita conduce al Passo della Losetta (2872 m); dal colle una facile salita conduce sulla cima del Monte Losetta (3052 m), splendido belvedere sulla parete ovest del Viso. Dalla cima si ridiscende al Passo della Losetta e si percorre a ritroso l’itinerario di salita fino al bivio; qui si continua a scendere sul sentiero principale, verso il rifugio Vallanta (2450 m). Dal rifugio Vallanta si segue il sentiero che scende gradualmente, raggiungendo la fontana della salute del Gias d’Ajaut (2036 m). Si rimane sulla sinistra del torrente e, dopo la Grangia del Rio, lo si riattraversa. Poco dopo, lasciato il bivio (1900 m circa) per il Passo di San Chiaffredo, si scende a Castello (1603 m) e si conclude il Giro di Viso.

Prenotare i rifugi

Rifugio Alevè: http://www.rifugioaleve.it/   

Rifugio Grongios Martre: http://www.grongiosmartre.com/

Rifugio Bagnour: http://www.ghironda.com/vvaraita/pages/260190.htm   

Rifugio Alpetto: http://www.rifugioalpetto.it/

Rifugio Sella: http://www.rifugiosella.it/

Rifugio Giacoletti: https://www.giacoletti.it/

Rifugio Viso: https://refugeduviso.ffcam.fr/IT_home.html

Avvicinamento in auto

Da Torino si segue l’autostrada per Pinerolo quindi per Saluzzo oppure si arriva a Saluzzo dall’uscita Marene della A6. Da Saluzzo si prosegue per Verzuolo, Brossasco, Sampeyre, Casteldelfino e Castello. Parcheggiare poco a valle dell’abitato, un centinaio di metri dal rifugio Alevè.