Il Gran Tour del Viso

6 tappe dal rifugio Barbara in val Pellice

Pochi anelli si snodano vicino alle pareti di una grande montagna come questo. Il Gran Tour del Viso offre scorci spettacolari su tutte le facce della montagna, attraversando quattro valli: Pellice, Guil, Varaita e Po. Gli ambienti cambiano di continuo in un viaggio sempre vario: dalla conca del Prà in Val Pellice ai vasti spazi del Queyras, dal belvedere della Cima Losetta ai contorti pini cembri del bosco dell’Alevè, dai laghetti del Vallone delle Giargiatte agli splendidi specchi d’acqua dell’alta Valle Po, passando dal primo tunnel delle Alpi. Con dislivelli modesti si scavalcano colli tra i 2373 metri del Colle Barant e i 2811 di quello di Vallanta. La presenza di numerosi rifugi intorno al “Gigante delle Cozie” permette di scandire le tappe in più giorni.

Un po’ di storia

Lo sapevate che il trekking di più giorni intorno ad una cima è nato proprio qui, ai piedi del Monviso? Nel lontano 1839 James David Forbes, professore di filosofia naturale all’università di Edimburgo, in compagnia del cacciatore Rey di Abriès in funzione di Guida, intraprese un lungo viaggio nelle Alpi. Raccontava Coolidge: «Da Marsiglia egli iniziò il suo cammino risalendo le valli della Durance e dell’Ubaye fino a Barcellonette, e attraversò alla testata di quella valle il Col de la Sedere (circa 9700 piedi) arrivando a Saint Veran e quindi Abriès nella valle del Guil […]. Fece il “Tour of Monte Viso” attraverso molti faticosi passi: il Col de la Traversette (9679 piedi), il Col del Viso (8704 piedi), il Passo Sagnette (9761 piedi) o quello di San Chiaffredo (9069 piedi), e il Col de Vallante (9269 piedi). Passò quindi dalla valle del Guil per il Col de la Croix (7576 piedi) alle Waldensian valleys of Piedmont dove si fermò alcuni giorni». Per raggiungere le “Valli Valdesi del Piemonte” Forbes ridiscese dunque lungo il Guil fino a l’Echalp, chiudendo il “Tour of Monte Viso” esattamente come fanno le migliaia di escursionisti oggi. In Val Pellice si è svolta la particolare vicenda del popolo valdese. La presenza dei Valdesi ha determinato in modo fondamentale la storia e l’identità della valle facendone luogo di battaglie ideali per la libertà di coscienza e conferendole quel carattere pluriconfessionale che la rende unica in Italia. Le vicissitudini del popolo valdese unitamente alla notevole bellezza del paesaggio delle valli del Monviso costituiscono la premessa ideale di un viaggio alla riscoperta di un territorio ricco di testimonianze, di tradizioni e di storia in una “wilderness” protetta da due parchi naturali e da un’oasi faunistica. Il Monviso è formalmente riconosciuto dal 2013 come “Riserva della Biosfera” dall’UNESCO.

Informazioni utili

  • 6 tappe dal Rifugio Barbara Lowrie, Grange del Pis in Val Pellice
  • Buoni camminatori, gruppi organizzati e famiglie
  • Dalla prima settimana di luglio alla metà di settembre
  • Sentieri segnalati per la maggior parte con vernice rossa e bianca, cartelli ai bivi indicano luoghi e destinazioni
  • Dislivello: + 4200 m / – 4200 m
  • Fascia altimetrica: 1753 m / 2851 m
  • Attrezzatura da trekking (marcia giornaliera e pernottamenti)
  • Prenotazione in tutti i rifugi vivamente consigliata e obbligatoria per i gruppi
  • Rifugi intermedi: nella seconda tappa si incontra il rifugio Jervis, nella terza il Viso e nella quinta il Sella. Ottimi punti di ristoro per gustare un piatto caldo, bevande e dolci tipici
  • Eventuale rientro anticipato: Abriés (valle del Guil – Francia), Castello (valle Varaita), Oncino (valle Po), Pian del Re (valle Po)

Attenzione! Cani non ammessi nel parco francese del Queyras.

Attenzione! Accertarsi delle condizioni dei sentieri poiché, in presenza di nevai, induriti dal rigelo notturno, ramponi e/o piccozza sono consigliati.

Tappe

1) Dal rifugio Barbara al rifugio Barant

per il Vallone dei Carbonieri e il Pian delle Marmotte

Dislivello in salita:

620 m

Dislivello in discesa:

nessuno

Tempo di percorrenza:

2 ore

L’Unione Astrofili Italiani (U.A.I.) dal 1995 ha eletto il colle Barant a “Parco delle Stelle” ovvero sito di grande interesse astronomico. I “Parchi delle Stelle” devono godere di alcune precise e determinanti caratteristiche: assenza di inquinamento luminoso, orizzonte libero, facile raggiungibilità con strumenti d’osservazione e presenza di strutture ricettive vicine. Il Colle Barant, oltre a rientrare ampiamente in queste caratteristiche, è situato ad una altitudine di 2373 metri e la finezza dell’atmosfera riduce il fenomeno della dispersione della luce favorendo l’osservazione di stelle e di mondi lontanissimi altrimenti invisibili a quote più basse.

Descrizione

Dal parcheggio vicino al rifugio Barbara (1753 m) il percorso a piedi si snoda lungo la storica strada militare (chiusa alle auto), mirabile opera di ingegneria, nel cuore dell’Oasi di protezione faunistica destinata alla riproduzione e alla tutela degli ungulati. Dal Pian delle Marmotte la strada prosegue verso il Colle Barant (2373 m) e il rifugio omonimo. Poco al di sotto del Colle Barant, sul versante che si affaccia sulla Conca del Prà, si trova il Giardino Botanico “Bruno Peyronel” (2290 m), creato allo scopo di proteggere e valorizzare la ricchezza floristica degli ambienti presenti.

2) Dal rifugio Barant al rifugio Granero 

per il rifugio Jervis e la Conca del Prà

Dislivello in salita:

650 m

Dislivello in discesa:

640 m

Tempo di percorrenza:

4-5 ore

Dalla cresta spartiacque tra il Vallone dei Carbonieri e la Val Pellice si attraversa in tutta la sua estensione la Conca del Prà abitata in estate da pastori e allevatori nelle tipiche baite dei villaggi di montagna.

Descrizione

Dal rifugio Barant (2373 m) si scende la strada militare che conduce alla Conca del Prà oltrepassando alcune casematte e il giardino botanico. Raggiunto il greto del Torrente Pellice lo si attraversa e si risale brevemente in direzione del rifugio Jervis (1732 m). Si percorre la pianeggiante conca in tutta la sua lunghezza (circa 3 km). Passati tra le tipiche baite di Partia d’Amunt (1750 m), si raggiunge Pian Sineive (2060 m) dove è stata collocata la stele commemorativa eretta dal C.A.I. nel 1958 per ricordare la sciagura aerea in cui perirono 9 militari appartenenti alla marina U.S.A. A sinistra si scorgono l’Agugliassa, il Manzol, il Granero, a destra l’erta bastionata rocciosa che va dal Barsajas alla Punta del Pissetas. Attraversato tutto il pianoro, si passa il Torrente Pellice e si segue il sentiero che si inerpica sul filo di una ripida costa erbosa, la “Schiena d’Asino”. Con salita zigzagante si guadagna rapidamente quota, giungendo in vista del Lago Lungo; a questo punto si aggira a sinistra un cucuzzolo arrivando al rifugio Granero (2377 m), visibile solo all’ultimo momento.

3) Dal rifugio Granero al rifugio Vallanta 

per il Colle Seilliere, il rifugio Viso e il Passo di Vallanta

Dislivello in salita:

840 m (480 m +360 m)
+ 350 m per la Losetta

Dislivello in discesa:

780 m (400 m + 380 m)
+ 350 m dalla Losetta

Tempo di percorrenza:

5 ore + 2 ore per la Losetta

Il Colle Seilliere apre l’orizzonte sui grandi spazi del Queyras: attraversata l’alta Valle del Guil e scavalcando il Passo di Vallanta si ritorna in Italia e con una breve discesa di fronte all’imponente parete ovest del Viso si raggiunge il rifugio Vallanta. Per chi non ha fretta, è consigliabile la traversata in quota che porta al Passo della Losetta, da cui si sale all’omonima, panoramica cima.

Descrizione

Dal rifugio Granero (2377 m) seguire la traccia che scende nella bella conca occupata dal Lago Lungo. Il sentiero, attraversato l’emissario, costeggia per un tratto l’erbosa sponda occidentale del lago, poi piega a destra e si biforca: trascurare la diramazione di sinistra per il Monte Granero e il Passo del Seillierino, seguendo quella di destra. Entrati nel vallone, dominato dalla ripida parete rocciosa della Punta Barsajas, lo si risale fino al Colle Seilliere (2851 m). Scendere sul versante francese fino all’incrocio segnalato: lasciare a sinistra il sentiero per il Colle delle Traversette e il Buco di Viso e procedere in direzione del rifugio Viso. Dal rifugio Viso (2460 m), seguire il sentiero in leggera discesa che, attraversato il torrente Guil, sale al Lago Lestiò (2510 m). Costeggiata la sponda del lago, il sentiero sale fino a raggiungere il Passo di Vallanta (2815 m). Dal colle (suggestivo scorcio sul Viso) si scende nel Vallone di Vallanta, raggiungendo un bivio: da qui si può continuare la discesa che porta al rifugio omonimo oppure seguire il sentiero di destra, che va a mezza costa, fino a immettersi sul sentiero che in salita conduce al Passo della Losetta (2872 m); dal colle una facile salita conduce sulla cima del Monte Losetta (3052 m), splendido belvedere sulla parete ovest del Viso. Dalla cima si ridiscende al Passo della Losetta e si percorre a ritroso l’itinerario di salita fino al bivio; qui si continua a scendere sul sentiero principale, raggiungendo il rifugio Vallanta (2450 m).

4) Dal rifugio Vallanta al rifugio Alpetto 

per le Grange Gheit, il Passo di San Chiaffredo e il Passo Gallarino

Dislivello in salita:

860 m

Dislivello in discesa: 

1050 m (550 m + 500 m)

Tempo di percorrenza:

5 ore

Si attraversano ambienti molto belli e vari: dalle monolitiche placconate della Punta Caprera e i pini cembri del Bosco dell’Alevè si passa ai laghi dell’alto Vallone delle Giargiatte, per arrivare ai piedi della gigantesca parete orientale del Monviso. 

Descrizione

Dal rifugio Vallanta si segue il sentiero che scende gradualmente, raggiungendo la fontana della salute del Gias d’Ajaut (2036 m). Si rimane sulla sinistra del torrente e, dopo la Grangia del Rio, lo si riattraversa. Poco dopo si incontra il bivio (1900 m circa) per il Passo di San Chiaffredo, abbandonata la mulattiera per Castello si scende a sinistra per attraversare il torrente su una passerella. Si passa accanto alle diroccate Grange Gheit (1912 m) e si prosegue sul sentiero che sale con alcune svolte, lasciando a destra una diramazione per il Bosco dell’Alevè e il rifugio Bagnour (un’ora circa). Dopo un tratto in salita, la mulattiera taglia a mezza costa fra i pini, fino al bellissimo Pian Meyer (2126 m), un prato punteggiato di pini dove il rio divaga formando suggestivi meandri. La mulattiera risale il Vallone delle Giargiatte, passando per l’ampia conca del Gias Fons (2365 m) che si apre tra la Rocca Jarea e le Rocce Meano. Innalzandosi con vari tornanti si raggiunge la conca superiore. Proseguendo sul sentiero che passa a breve distanza dal bivacco Bertoglio, si superano tre specchi d’acqua, il Lago Bertin (2701 m), un laghetto senza nome e il Lago Lungo (2743 m) e si raggiunge il Passo di San Chiaffredo (2764 m). La mulattiera attraversa quasi in piano le pendici di Punta Trento e giunge in breve al Passo Gallarino (2727 m). Qui si gira a sinistra e si scende, tagliando a mezza costa il versante. Arrivati in breve ad un bivio si può scegliere tra i due percorsi che conducono al rifugio Alpetto. Quello di sinistra attraversa la conca dei laghi delle Sagnette (2567 m) e arriva in vista del Lago Grande di Viso, sovrastato dalla parete orientale del Monviso. Lasciato il lago a sinistra, il sentiero scende a destra verso Oncino e in poco più di un’ora raggiunge il rifugio nei pressi dell’omonimo lago. Quello di destra scende in un ampio vallone di pascoli e antiche morene. A quota 2360 m circa il sentiero passa nei pressi di una copiosa sorgente, indicata su alcune antiche carte come la sorgente del fiume Po. Il sentiero percorre quindi un bel pianoro erboso e attraversa in direzione del lago Alpetto, raggiungendo il bivacco, costruzione storica del 1866 e primo rifugio del Club Alpino Italiano, e il rifugio Alpetto (2268 m), visibile solo all’ultimo istante.

5) Dal rifugio Alpetto al rifugio Giacoletti 

per il Colle del Viso e il Lago Chiaretto

Dislivello in salita:

860 m (380 m + 480 m)

Dislivello in discesa:

400 m

Tempo di percorrenza:

ore 3,30-4

L’itinerario attraversa l’ambiente aspro e selvaggio ai piedi del Monviso e dei suoi satelliti tra laghi, morene e nevai e si apre verso oriente alla pianura piemontese. Lungo il percorso è possibile avvistare stambecchi, marmotte ed ermellini.

Descrizione

Dal rifugio Alpetto (2268 m) si sale al Lago Grande di Viso e in breve al Quintino Sella (2640 m). Dal Quintino Sella, storico rifugio dedicato al fondatore del CAI, si segue la mulattiera che conduce al Colle del Viso (2650 m). Si procede costeggiando il Viso Mozzo per scendere sulle pendici della Rocca Truné. Il sentiero taglia alla base la morena del Monviso, poi scende con alcuni tornanti al Lago Chiaretto (2261 m) dal caratteristico colore azzurro turchese. Tagliando a mezza costa i pendii che sovrastano il lago, si arriva ad un bivio a quota 2310 m circa. Si lascia a destra la mulattiera che scende al Pian del Re, e si prende a sinistra il sentiero che sale alla Colletta dei Laghi (2389 m). Dopo una breve discesa, il sentiero sale diagonalmente, lasciando in basso a destra il Lago Lausetto, fino a incontrare a quota 2560 m circa, la diramazione per la Punta Roma e il Passo Giacoletti. Proseguendo sul sentiero principale, indicato a destra, si risalgono le pendici delle Rocce Alte, poi si percorre l’ampia conca fino al Colle Losas tra le Rocce Alte e Punta Udine, dove sorge il rifugio Giacoletti (2741 m). Spettacolare la visione del tramonto sulla parete nord-ovest del Monviso. “.. Dopo la cena oppure prima della colazione .. è d’obbligo la camminata di soli venti minuti alla Tavola di Orientamento delle Rocce Alte del Losas (2837 m). Dalla vetta si gode una vista mozzafiato su Pian del Re e sulla pianura sottostante. Nelle giornate più limpide lo sguardo spazia dal Bernina al Monte Rosa, dal Cervino al Gran Paradiso, dal Granero al Monviso e dalle Apuane alle Marittime. Luogo magico dove contemplare l’alba o il tramonto del sole”.

5a) Dal rifugio Alpetto al rifugio Giacoletti 

per il Ghincia Pastour e il Lago Chiaretto

Dislivello in salita:

1100 m
(120 m + 160 m + 270 m + 550 m)

Dislivello in discesa:

620 m
(180 m + 180 m + 260 m)

Tempo di percorrenza:

ore 5,30

Itinerario molto panoramico sull’alta valle Po e sull’incombente parete N-E del Monviso. Confermato anche dall’etimologia del toponimo occitano Ghincia Pastour, cioè vedetta del pastore. Da non perdere la suggestiva fioritura delle praterie di montagna. 

Descrizione

Dal Rifugio Alpetto (2268 m) si scende ad attraversare il rio e poco dopo si giunge ad un bivio. Lasciato a destra il sentiero che scende ad Oncino, si risale in direzione del grande costone pianeggiante di Pian Radice fino a quota 2360 m circa. Il sentiero continua in leggera discesa attraversando il vallone di Prà Fiorito e il Rio Pissai a quota 2200 m circa e poco oltre incrocia il sentiero delle Balze di Cesare. Lasciata a destra la deviazione che scende a Crissolo e a sinistra quella che sale al rifugio Sella, si continua in leggera salita passando accanto ad una croce e si supera il costone del Viso Mozzo poco sotto la vetta del monte Fourchoun a quota 2360 m circa. Il sentiero ora scende in direzione dell’invaso artificiale costruito per l’innevamento del comprensorio sciistico di Crissolo fino a quota 2180 m circa. Poco prima di raggiungere il laghetto, il sentiero svolta a sinistra e sale nel vallone di pascoli e pietraie raggiungendo un crestone erboso poco sotto la sommità del Ghincia Pastour a quota 2450 m circa. Suggestivo panorama su Monviso e satelliti. Si scende ora sul pendio in gran parte erboso e, attraversata verso sinistra un’antica morena pianeggiante, si raggiunge la Balmetta (2189 m). Il sentiero, ora più marcato, sale al Lago Chiaretto (2261 m) e dopo aver costeggiato la sponda orientale del lago, incrocia a quota 2310 m circa la mulattiera che collega Pian del Re e il rifugio Sella nei pressi di alcuni roccioni con apposte lapidi e targhe ricordo. Lasciata a destra la mulattiera che scende al Lago Fiorenza e a sinistra quella che costeggia la sponda del Lago Chiaretto, s’imbocca il sentiero che sale alla Colletta dei Laghi (2389 m). Dopo una breve discesa, il sentiero sale diagonalmente, lasciando in basso a destra il Lago Lausetto, fino a incontrare a quota 2560 m circa, la diramazione per la Punta Roma e il Passo Giacoletti. Proseguendo sul sentiero principale, indicato a destra, si risalgono le pendici delle Rocce Alte, poi si percorre l’ampia conca fino al Colle Losas tra le Rocce Alte e Punta Udine, dove sorge il rifugio Giacoletti (2741 m). Spettacolare la visione del tramonto sulla parete nord-ovest del Monviso.

6) Dal rifugio Giacoletti al rifugio Barbara

per il Sentiero del Postino e il Colle Armoine

Dislivello in salita:

330 m (50 m + 280 m)
+ 400 m per il Buco di Viso
e il Colle delle Traversette

Dislivello in discesa:

1320 m
(240 + 140 m + 940 m)
+ 400 m dal Buco di Viso e Traversette

Tempo di percorrenza:

4 ore
+ 2 ore e 30
per il Buco di Viso e Traversette

L’itinerario percorre il Sentiero del Postino e, attraverso l’alto bacino del Po raggiunge il Colle Armoine e l’alta Val Pellice. Se le condizioni lo permettono, è consigliabile il passaggio dal suggestivo Buco di Viso, primo traforo delle Alpi realizzato prima della scoperta dell’America (è consigliata una pila per il passaggio nella galleria).

Descrizione

Dal rifugio Giacoletti (2741 m) si scende il sentiero lungo il canale fino al bivio, a quota 2500 m circa, dove a sinistra, è indicata la deviazione per il Sentiero del Postino. Lo s’imbocca salendo alcuni scalini metallici e utilizzando un corrimano. Si percorre il sentiero che taglia a mezzacosta il versante della Punta Venezia, e si attraversa una suggestiva cascatella per un breve tratto attrezzato con un corrimano metallico. Dopo circa 30 minuti di cammino, terminato il panoramico Sentiero del Postino, si raggiunge a quota 2550 m circa il bivio per il Buco di Viso e il Colle delle Traversette. Da qui si può continuare la discesa per il Pian Armoine, oppure, se si vuole attraversare il suggestivo Buco di Viso e ammirare il panorama dal Colle delle Traversette, si deve seguire a sinistra il sentiero che sale: dopo aver raggiunto la conca di Pian Mait (2700 m), si sale a zig-zag, passando nei pressi della Fonte Ordi (2787 m) e della Caserma delle Traversette; poco dopo, lasciata a destra la traccia per il Passo Luisas, si continua sul ripido sentiero fino a raggiungere un altro bivio. Qui, si abbandona il sentiero che sale e, si devia a destra, raggiungendo in breve l’ingresso del Buco di Viso (2882 m). Percorso il traforo e, raggiunto il versante francese è possibile salire in 20 minuti circa al sovrastante Colle delle Traversette (2950 m) e ritornare all’inizio della galleria scendendo dal versante italiano. Per terminare la variante, ripercorrere in discesa l’itinerario di salita fino al bivio di partenza. Qui si continua a scendere per raggiungere il Pian Armoine (2410 m) e, dopo aver abbandonato il sentiero che scende a Pian del Re, si sale a sinistra al Colle Armoine (2689 m), ampia sella tra la Meidassa e le Rocce Fons. Dal Colle si scende al Lago Piena Sia (2555 m) e all’incantevole Lago Arbancie (2448 m). Superato il bivio per il Col Manzol, a quota 2420 m circa, si prosegue la discesa con alcuni tornanti e una lunga diagonale sul versante via via più boscoso del vallone del Rio del Pis. Attraversato un ruscello, si continua il sentiero che poco oltre piega decisamente a destra e scende ripido e tortuoso al pianoro dove sorgono le Grange del Pis e il rifugio Barbara Lowrie (1753 m) e si conclude l’anello.

6a) Dal rifugio Giacoletti al rifugio Barbara 

per l’alto bacino del Po e il Colle Armoine

Dislivello in salita:

420 m
+ 540 m per il Buco di Viso
e il Colle delle Traversette

Dislivello in discesa:

1400 m
(460 m + 940 m)
+ 540 m dal Buco di Viso e Traversette

Tempo di percorrenza:

ore 4,30
+ ore 3,20 per il Buco di Viso e Traversette

L’itinerario percorre la parte inferiore del Colour del Porco e, attraverso l’alto bacino del Po raggiunge il Colle Armoine e l’alta Val Pellice. Se le condizioni lo permettono, è consigliabile il passaggio dal suggestivo Buco di Viso, primo traforo delle Alpi realizzato prima della scoperta dell’America (è consigliata una pila per il passaggio nella galleria). 

Descrizione

Dal rifugio Giacoletti (2741 m) si scende il sentiero lungo il canale fino al bivio, a quota 2500 m circa, dove a sinistra, è indicata la deviazione per il Sentiero del Postino. Si continua la discesa sui ripidi tornanti del sentiero principale per Pian del Re fino a quota 2280 m circa, dove si incrocia la mulattiera che sale al Colle delle Traversette. Si svolta quindi a sinistra per risalire il vallone e, passato il ruscello e attraversati gli ampi pascoli si raggiunge Pian Armoine (2410 m). Abbandonata la mulattiera, si segue il sentiero a destra che sale al Colle Armoine (2689 m), ampia sella tra la Meidassa e le Rocce Fons. Dal Colle si scende al Lago Piena Sia (2555 m) e all’incantevole Lago Arbancie (2448 m). Superato il bivio per il Col Manzol, a quota 2420 m circa, si prosegue la discesa con alcuni tornanti e una lunga diagonale sul versante via via più boscoso del vallone del Rio del Pis. Attraversato un ruscello, si continua il sentiero che poco oltre piega decisamente a destra e scende ripido e tortuoso al pianoro dove sorgono le Grange del Pis e il rifugio Barbara Lowrie (1753 m) e si conclude l’anello.

Prenotare i rifugi

Rifugio Barbara Lowrie: https://www.rifugiobarbara.it/

Rifugio Barant: http://www.rifugiobarant.it/

Rifugio Granero: https://www.rifugiogranero.com/

Rifugio Vallanta: http://www.rifugiovallanta.it/home.asp

Rifugio Alpetto: http://www.rifugioalpetto.it/

Rifugio Giacoletti: https://www.giacoletti.it/

Avvicinamento in auto

Per raggiungere in auto le Grange del Pis, da Torino seguire l’autostrada per Pinerolo quindi per la Val Pellice; raggiunto l’abitato di Torre Pellice seguire le indicazioni per Villar Pellice. Due km dopo Villar Pellice svoltare a sinistra e seguire le indicazioni per la Comba dei Carbonieri e il Rifugio Barbara Lowrie. Nove km di ripida salita conducono al parcheggio a poche centinaia di metri dal rifugio (1753 m). Qui inizia il viaggio a piedi.