Questa via festeggia il ritorno di Alice al Giacoletti e all’arrampicata dopo il delicatissimo intervento subito nell’autunno 2008 che la riporta a vivere e a sorridere in mezzo a noi.
120-80 sono la pressione massima e minima che doveva avere e che regolarmente misuravamo per essere certi che la ripresa fosse completa. La sua prima ripetizione della via conferma il miracolo di questa guarigione !
Itinerario bellissimo e simbolico, soprattutto per ciò che rappresenta, vuole essere un invito a vivere il presente: come direbbe Guy “la felicità è quì, adesso !”
Autori: Etienne e Guillaume Vallot, Giùgiù Roberti e Andrea Sorbino, nell’estate 2009
Difficoltà: D+ 5c max, 5b obbl.
Sviluppo: 320 m.
Tempo di salita: 3-4 ore
Attrezzatura: Fix 10 mm, piastrine e soste omologate.
Discesa: dalla sosta 4 è possibile scendere in doppia lungo l’itinerario di salita.
Dalla vetta seguire gli ometti fino al Colle del Coulour del Porco e il percorso della Ferrata fino al rifugio.
Descrizione: dal rifugio Giacoletti seguire il sentiero per il Coulour del Porco fino alla base della parete Nord-Est; l’attacco della via è ben visibile dal sentiero, 5 metri a destra di Tempi Moderni, 10 minuti.
Targhetta alla base della via.
L1 25m. Raggiungere la terrazza alla base della fessura strapiombante di Tempi Moderni quindi salire a destra superando prima un ripido diedrino, poi una serie di lisce placconate. 4b, 3c, 4a
L2 45m. Continuare direttamente sul muro compatto, 5a e la successiva placca, 4b poi superare il difficile tettino 5c (5a/A0) che conduce ad un’ultima placca, 3a
L3 35m. Bellissima lunghezza su muro tecnico a réglettes. 5a, 5b, 4c
L4 45m. Ancora una bella placca quarzitica contornata da meravigliosi cuscinetti di “sassifraga”e interrotta a metà da un piccolo tettino. 3a, 3b
L5 50m. Una breve placca poi un ripido muro per raggiungere la base di un diedro verticale; superarlo con movimenti atletici per raggiungere la sosta (delicato, sassi instabili). 4a, 4c, 3a
L6 45m. Proseguire lungo la placca abbattuta e raggiungere il bel tetto inciso obliquamente da una fessura, superarlo in dulfer e continuare prima su placca e poi lungo un diedro più sostenuto fino alla comoda sosta sulla cengia. 3a, 4b, 3c, 4a
L7 25m. Dalla cengia superare direttamente il muretto ben appigliato poi attraversare a destra su placche poco inclinate verso uno spigolo aperto, continuare ancora a destra sulla parete ora articolata e più ripida. 3a, 4a
L8 45m. Qualche metro a sinistra per superare il bombè compatto e poi direttamente sul bel muro a réglettes per raggiungere un settore abbattuto, qualche placca e una vaga cresta per raggiungere l’ultima sosta in comune con Tempi Moderni. 4b, 3c, 2a
Scesi all’intaglio si incrocia la via normale e in pochi minuti si raggiunge la vetta.
In caso di maltempo, dalla sosta 6 è possibile raggiungere direttamente il Colle del Coulour del Porco percorrendo tutta la cengia che attraversa la parete (placchette in posto); una breve calata di 15 metri (sosta con anelli) permette di raggiungere la conca detritica e risalire sulla cresta a pochi minuti dal colle.
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