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Buco di Viso

Dal Rifugio Giacoletti al Buco di Viso

Dislivello in discesa: 240 m
Dislivello in salita: 380 m
Tempo di percorrenza: ore 2

L’itinerario percorre lo storico “Sentiero del Postino”, nato per collegare le vecchie caserme militari delle Traversette e del Losas.
Il Buco di Viso il primo traforo delle Alpi, in funzione dal 1480; lungo 75 metri, alto 2 e largo 3, trapassa la base della cresta a nord del Colle delle Traversette collegando l’Italia con la Francia: indispensabile la pila per affrontarne la traversata.

Dal rifugio Giacoletti (2741 m) si scende verso nord seguendo il sentiero lungo un canalone di detriti e nevai, fino ad un bivio (2500 m, cartelli). Abbandonato il sentiero che scende verso Pian del Re, s’imbocca a sinistra il “Sentiero del Postino”. Si percorre l’aerea cengia erbosa che taglia orizzontalmente il versante Est della Punta Venezia e oltrepassata la pietraia del Colour Bianco, si raggiunge il bivio (2550 m, cartelli) per il Colle delle Traversette. Qui termina il “Sentiero del Postino” (30 minuti circa). Si segue a sinistra la mulattiera che sale verso il Colle delle Traversette (a destra si scende a Pian del Re). Dopo aver raggiunto la conca del Pian Mait (2700 m), si affronta una salita a zig-zag e si passa nei pressi della Fonte Ordi (2787 m) e della Caserma delle Traversette: poco dopo, lasciata a destra (cartelli) la traccia per il Passo Luisas e il Monte Meidassa, si continua sul ripido sentiero, raggiungendo un altro bivio. Qui si può abbandonare il sentiero che sale al sovrastante Colle delle Traversette (2950 m), per andare a destra, raggiungendo in breve l’ingresso del Buco di Viso (2882 m). L’accesso non presenta problemi dal versante italiano, ma giunti dall’altra parte spesso si dovrà salire tra la neve e la parete (normalmente dalla metà di luglio il traforo percorribile interamente).
Percorso il traforo e raggiunto il versante Francese, anzichè rientrare, si potrà raggiungere il Colle delle Traversette e ritornare all’ingresso del tunnel scendendo sul versante Italiano.

Punta Udine 3022 m

Versante sud est, via Normale

Prima salita: G. Morassutti con la guida G. Perotti, 1 settembre 1899
Difficoltà: Escursionisti Esperti

Dislivello in salita: 280 m
Dislivello in discesa: 280 m
Tempo di percorrenza: ore 1
Discesa: per la via di salita ore 0.50’

L’escursione non presenta grandi difficoltà anche se è necessario porre attenzione nel salire e scendere la ripida pietraia che porta all’attacco della via ferrata per la possibilità di provocare cadute di sassi. Inoltre se il Coulour del Porco fosse innevato sono indispensabili piccozza e ramponi. La via ferrata offre la possibilità di una facile e divertente scalata in sicurezza anche senza l’uso di corde (naturalmente d’obbligo per bambini ed escursionisti inesperti). Dalla cima si domina un vasto panorama limitato solo a sud dall’imponenza del Monviso.
Itinerario breve da abbinare eventualmente a quello della vicina Punta Venezia.

Dal rifugio Giacoletti imboccare la traccia di sentiero che parte dalla fontanella sul lato della costruzione e conduce, con una lunga diagonale attraverso un pendio di rocce rotte e nevai, allo sbocco del canalone detto Coulour del Porco, chiuso a sinistra dalla ripidissima parete N-E della Punta Udine e a destra dalle balze rocciose della Punta Venezia. Da qui il sentiero sale a serpentina sulla pietraia fino a raggiungere sulla parete destra del canale l’inizio della via ferrata segnalato con un ben visibile bollo rosso e bianco. E’ opportuno non abbandonare i comodi appigli offerti da corde e catene che consentono di raggiungere in breve il Colle del Coulour del Porco.
Dal colle volgere a sinistra e rimontare un pendio di pietrame e rocce rotte fino alla base del tratto roccioso sottostante la cima. Mentre una traccia serpeggia tra i saltini, è invece più divertente superare le rocce con salita ascendente verso destra. Facili e solide, si lasciano rimontare agevolmente e consentono di toccare in breve la vetta esattamente a picco sul rifugio.